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Tpl, le criticità al confronto fra At e sindacati: “Disservizi causati dalla carenza di personale”

La Cgil: “Bisogna incentivare il Tpl a discapito del mezzo privato, e tutelare aree e utenti deboli. Regione e At si facciano carico delle spese per prendere la patente”

Muoversi in Toscana: la sfida del trasporto pubblico locale: questa l’iniziativa, organizzata da Cgil Toscana, che si è svolta stamani (9 giugno) a Firenze alle Murate. Si è discusso del livello del servizio, di come migliorarlo, di come non penalizzare i territori e gli utenti più deboli, di come perfezionare le condizioni di lavoro. Il sindacato ha espresso le sue preoccupazioni, segnalato la criticità e avanzato proposte a Autolinee Toscane e istituzioni.

Sono intervenuti Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana, Massimiliano Bianchi, Coordinatore infrastrutture mobilità e trasporti Cgil Toscana, Monica Santucci, segretaria generale Filt Cgil Toscana, Stefano Baccelli, assessore della Regione Toscana infrastrutture trasporti urbanistica e pianificazione del territorio, Gianni Lorenzetti, presidente Upi Toscana; Gianni Bechelli, presidente Autolinee Toscane, Alessio Gramolati, segretario generale Spi Cgil Toscana; Luca D’Onofrio, presidente Federconsumatori Toscana, Camilla Guerrero, studenti medi/Udu e Maurizio Brotini, segretario Cgil Toscana.

“I salari sono troppo bassi, per i lavoratori del Tpl così come per tante altre tipologie di lavoratori – ha detto Dalida Angelini – E anche per l’aumento dei salari, oltre che per la pace, il lavoro, la democrazia e la giustizia sociale, faremo come Cgil una manifestazione il 18 giugno a Roma in piazza del Popolo dalle 10. Il trasporto pubblico ha un ruolo centrale nella fase che stiamo vivendo, che ci richiede più sostenibilità e più vivibilità: va ridotto il traffico di auto private nelle città, chiediamo alle istituzioni regionali e al governo di incentivare il Tpl per difendere l’ambiente, per migliorare la vivibilità, per ridurre le diseguaglianze e per dare a tutti le stesse opportunità”.

“Sul Tpl – ha commentato Monica Santucci – ci sono criticità e disservizi da superare, Autolinee Toscane è arrivata da poco, si tratta di una azienda con cui si discute e si tenta di fare accordi, l’auspicio è che ascolti il sindacato. Sul servizio, abbiamo segnalato alla Regione nei vari incontri di questi mesi le criticità legate in particolare alla mancanza di personale. Esiste una vera e propria emergenza territoriale ma anche nazionale sul reperimento degli autisti, in quanto i salari sono bassi. Come denunciamo da mesi, nessuno vuol più fare questo mestiere, poco retribuito, faticoso, pieno di responsabilità… gli stipendi dovrebbero partire da 2000 euro al mese ed invece si parte da 1000 euro per lavorare 6 giorni su 7 ed avere la responsabilità di tantissimi passeggeri. Vogliamo lanciare un allarme, vanno cercate le risorse per adeguare gli stipendi e sta alla politica fare una sintesi tra garantire una giusta retribuzione ai lavoratori e la distribuzione del servizio sui territori. Ora i lavoratori di Autolinee Toscane sono circa 4.800 (di cui 3.800 autisti), prima della gara in tutte le aziende toscane erano circa 5.300 (4.900 al passaggio), ne servirebbero almeno 5mila per garantire il servizio di adesso in modo regolare senza salti di riposi o ferie. Inoltre, c’è la questione della controlleria, cioè la verifica dei titoli di viaggio, a bordo dei bus o a terra: il servizio è stato esternalizzato a una ditta in appalto i cui lavoratori hanno un fisso di stipendio più provvigioni sulle multe fatte, abbiamo chiesto una verifica su questa attività per capire le possibilità di una internalizzazione, con dipendenti formati e che conoscano a fondo le linee e i tipi di titoli di viaggio”.

“Occorre che la politica incentivi il trasporto pubblico e collettivo a discapito di quello privato. Muoversi col Tpl deve essere più economico, veloce e conveniente che usare i mezzi propri – ha aggiunto Maurizio Brotini –  Nell’interesse della salute pubblica, della lotta all’inquinamento, della tutela dell’ambiente, della vivibilità e della sostenibilità. Questo, senza che il servizio penalizzi le aree più periferiche e gli utenti più deboli come anziani, studenti, lavoratori pendolari. Il servizio di Tpl in Toscana ad ora non è adeguato e va migliorato. Occorrono una regìa e una politica omogenee a livello regionale, usando anche l’articolazione delle politiche tariffarie per incentivare il mezzo pubblico. C’è poi il problema degli autisti che vanno pagati di più e dei costi che sostengono per prendere la patente: Regione e azienda valutino di farsene carico”.

Ad intervenire anche Alessio Gramolati: “C’è una domanda di normalità dopo l’emergenza, in un sistema di relazioni che deve all’altezza delle sfide che ci attendono sul tema della mobilità collettiva – ha detto – Sfide difficili ma dalle potenzialità inedite: ci sono tante persone da conquistare affinché usino il Tpl, e c’è una domanda intrisa di sostenibilità e delle opportunità che arrivano dalle aree interne, quelle meno servite. La questione dei lotti va affrontata con una strategia industriale e con la capacità di customizzare e rispondere ai bisogni specifici dei territori, personalizzando il servizio. Serve un soggetto industriale forte in grado di rispondere anche alla transizione ecologica. Un bus ecologico costa il doppio e porta meno persone rispetto a quello ’classico’, servono piattaforme per renderlo conveniente e la prima sfida è l’alimentazione: servono stazioni e aree attrezzate e dedicate, in sinergia con altri mezzi o servizi, e in questa fase possono esserci anche le risorse per adibirle così come esistono aree dismesse che potrebbero essere riconvertite”.

Per Luca D’Onofrio il servizio di Tpl è assolutamente migliorabile: “Manca una diffusione capillare per l’acquisto dei biglietti in punti fisici – ha detto – le colonnine di avvertimento alle fermate a volte non avvertono delle corse saltate, ci sono zone poco servite. Faremo una rilevazione sulla qualità del servizio per gli utenti per aggiornare nel 2023 la nostra Carta dei servizi. Chiediamo all’azienda di velocizzare gli investimenti annunciati sul nuovo parco bus, di accelerare sull’elettrico, di risolvere i gap sulle zone svantaggiate e soprattutto di incentivare l’uso del Tpl come è stato fatto ad esempio in Germania, con agevolazioni per lo più per studenti, anziani e lavoratori che devono spostarsi. Ricordando sempre che la qualità del servizio dipende dalla qualità delle condizioni di lavoro”.

Camilla Guerrero ha infine concluso: “Nelle città universitarie toscane ci sono diseguaglianze sul fronte del servizio e delle tariffe per gli studenti. Siamo nel mezzo di una crisi ambientale e climatica, è un problema non rendere il Tpl accessibile, per una questione di sostenibilità ambientale e economica. Va reso il più omogeneo possibile il sistema regionale di Tpl per gli studenti, rispettando le specificità locali ma garantendo la stessa efficienza, la stessa accessibilità e le stesse opportunità. L’auspicio è che le istituzioni ascoltino e tutelino il diritto al studio anche sul fronte del trasporto pubblico”.

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