Strage di Viareggio, tensione al Consiglio aperto con i familiari delle vittime

Piagentini ha abbondonato l'aula per protesta

Scontro durissimo in consiglio comunale aperto a Viareggio tra i familiari delle vittime della strage ferroviaria e l’amministrazione comunale.

Il tema, l’uscita del comune dal processo bis, ancora in corso in Corte d’Appello a Firenze, come parte civile, dopo aver riscosso l’ultima trance, a saldo, del risarcimento dei danni da parte delle assicurazioni. 

Il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha presentato un documento nel quale ha tracciato tutto l’iter affrontato da Comune fin dagli inizi del processo, e ricordato che “a marzo 2022 viene liquidato spontaneamente al Comune l’importo dei danni cosiddetti residui e viene liquidato direttamente all’avvocato Graziano Maffei l’importo delle spese legali come stabilite nella transazione. Assieme a quella del Comune di Viareggio sono state inviate le dichiarazioni, debitamente autenticate di Marco Piagentini e dei suoi familiari: in sostanza, l’ assicurazione Generali avrebbe dovuto, anche senza atti di impulso dell’amministrazione comunale, pagare quanto previsto in transazione e nei termini espressamente ivi stabiliti”.

Attimi di tensione, con Piagentini, presidente del Mondo che vorrei, che ha intimato al sindaco di togliere il suo nome dal documento ed ha abbandonato per protesta l’aula. Poi lo stesso Piagentini è tornato in assise comunale chiedendo all’avvocato Graziano Maffei, che assisteva il Comune al processo e che è legale dello stesso Piagentini, se l’Ente avrebbe potuto rifiutare i 200mila euro dalle assicurazioni. Maffei non ha risposto ed allora il presidente del Mondo che vorrei  se ne è andato definitivamente.

Maffei ha spiegato, poi, che se il Comune  avesse rifiutato i soldi avrebbe dovuto pagare una mora.

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