Condannato per droga ma l’espulsione di un 35enne viene annullata

La corte d'Appello aveva confermato il provvedimento del primo grado ma la Cassazione, visto che la pena è inferiore a 2 anni, ha revocato il rimpatrio

Era stato arrestato nel 2020 dai carabinieri di Lucca perché sorpreso a spacciare in zona San Paolino, e nello stesso anno aveva patteggiato la pena e il giudice del tribunale cittadino ne aveva anche decretato l’espulsione dal territorio italiano come pena accessoria per via dei precedenti specifici e della recidiva quindi del suo comportamento.

L’anno successivo però la corte d’Appello di Firenze aveva ridotto la pena a 1 anno e 8 mesi di reclusione, inferiore quindi ai 2 anni previsti come condizione necessaria all’espulsione dal Paese di un cittadino privo di cittadinanza italiana. Inevitabile quindi il suo ricorso per Cassazione che gli ha dato ragione sul punto.

In applicazione dell’articolo 235 del codice penale il tribunale di Lucca, avendo inflitto all’imputato una pena, superiore alla soglia di legge, di due anni e quattro mesi di reclusione, aveva ordinato anche l’espulsione dell’uomo. La corte d’Appello di Firenze, pur avendo ridotto, in accoglimento del concordato tra le parti, la pena irrogata, a un anno e otto mesi di reclusione, al di sotto, perciò, della soglia di legge dei due anni di reclusione, aveva confermato, tra l’altro, l’ordine di espulsione dallo Stato di Ben Sahel, 35 anni di origini magrebine. Ma le pena definitiva è inferiore al quella prevista per legge per poter espellere qualcuno dallo Stato e la Cassazione non ha potuto far altro che annullare tale provvedimento. Scrivono infatti gli ermellini in sentenza: “Come correttamente rimarcato da quest’ultimo, tale misura non poteva, invece, essere confermata, atteso che, in conseguenza della rideterminazione della pena, come indicata nella richiesta di concordato delle parti, in un anno e otto mesi di reclusione, vi ostava il limite legale minimo di applicabilità della misura di due anni di reclusione, dovendosi avere riguardo, ai fini della verifica della sussistenza di tale limite/presupposto, alla pena principale inflitta in concreto, come risultante all’esito della diminuzione effettuata per la scelta del rito abbreviato. giunto tra le parti in sede di concordato. Pertanto, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio limitatamente alla confermata espulsione dallo Stato dell’imputato, misura che deve essere eliminata”. L’uomo potrà rimanere in Italia nonostante la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana, stando al resoconto giudiziario.

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