Autista molestata a bordo di un autobus, chiesto un tavolo in prefettura con sindaci e forze dell’ordine video

La denuncia di Cub Trasporti: "Continue aggressioni e minacce, bisogna trovare una soluzione"

Un incontro in Prefettura con i sindaci di Lucca e Viareggio e le forze dell’ordine per mettere un freno alle continue aggressioni e minacce ai conducenti degli autobus. La richiesta arriva dal sindacato Cub Trasporti dopo una escalation di episodi sul territorio. La sigla farà pervenire la richiesta di convocazione di un tavolo, con il coinvolgimento anche della prefettura di Pisa, attraverso i propri legali. E’ quanto fa sapere Giovanni Regali, di Cub Trasporti, dipingendo un quadro a tinte fosche della situazione che sarebbe peggiorata con l’estate. “Una autista, l’altro giorno, è stata molestata da un passeggero a bordo del bus”, denuncia il sindacato.

controlli sui bus autolinee toscane

“Non c’è rispetto – afferma – né a bordo né tra gli automobilisti. Rischiamo aggressioni quotidiane, non si aspetti qualcosa di grave per intervenire. Ci sono liti accese nell’area dedicata alle fermate dei bus. Passeggeri irrispettosi anche delle più rigide osservanze e lontani anni luce da comportamenti civili. Controlli assenti che declinano ogni responsabilità di quanto accade a bordo ai conducenti del trasporto pubblico. Solo qualche giorno fa da parte di un utente, una molestia nei confronti di una collega che faceva il servizio Torre del Lago, Lago Mare. La Cub Trasporti non ha più intenzione accettare questa situazione non è più tollerabile. Da anni sia come delegato Cub Trasporti e come conducente, ho assistito ad un veloce inasprimento della situazione, Nei vari anni passati alla guida – spiega – ho assistito ad un peggioramento vertiginoso della qualità del nostro lavoro, ma credo francamente che adesso si sia toccato il fondo. Non a caso il nostro lavoro è stato da uno studio indicato dal Inail, il primo per pericolosità”.

Giovanni Regali
Giovanni Regali Cub Trasporti

“Durante i nostri servizi – afferma Regali – a qualsiasi fermata o durante qualsiasi corsa nell’arco della giornata, le possibilità di discutere sono altissime. Gli stalli che il codice stradale indica chiaramente come adibiti alle fermate sono praticamente sempre occupati da macchine in sosta. Spesso hanno le quattro frecce ma sono vuote perché il conducente è sceso per fare tranquillamente i suoi comodi, fregandosene completamente degli utenti che devono scendere, ponendo un ostacolo soprattutto per chi sulla sedia a rotelle o genitori con la carrozzina e anziani. Se provi a suonargli o fanno finta di non sentire oppure si affacciano al finestrino e nei migliori dei casi , ti mandano a quel paese, oppure sempre più spesso ti minacciano proprio fisicamente prendendo a calci e pugni il pullman, facendoci gestacci, ci sono casi in cui addirittura fanno il gesto che ti vorrebbero tagliare la gola. Insomma è una giungla. Sui bus non vogliono mettersi le mascherine fpp2 nonostante un decreto legge che ha prorogato l’obbligo fino al 31 settembre”.

Corsie riservate ai bus impegnate dalle auto: aumentano i ritardi e lo stress

“C’è poi – osserva ancora Regali – il problema delle auto che occupano le corsie riservate ai bus. Purtroppo sempre più spesso ci troviamo costretti a chiamare l’intervento delle forze del ordine e purtroppo spesso ci dicono di aspettare nonostante la gravità, dato che hanno una sola macchina impegnata in altro servizio. E non diamo colpe alle forze del ordine né che anzi si ritrovano come ben sappiamo, a lavorare anche loro sottorganico e con pochi mezzi a causa dei continui tagli dei fondi destinati agli stessi, ve che tutti i governi fino ad oggi ha fatto. Stendo un velo pietoso sulla percentuale di utenti che timbra o acquista il biglietto, ma questo è un problema che dovrebbe interessare all’azienda. Suggerirei, visto l’impossibilità sia di rimettere un fattorino impiegando gli inidonei oggi purtroppo a casa senza stipendio, e possano essere messi per effettuare controlli su ogni bus, di cercare di fare pagare le persone prima di entrare, con un tornello e soprattutto ai capolinea partendo da subito al rientro delle scuole. La presenza dei fattorini a bordo sarebbe già un ottimo deterrente per i molti furbetti i quali ogni volta si inventano le cose più assurde per non avere il biglietto dietro. Totale assenza di rispetto delle regole e delle altre persone da parti di alcuni. Ragazzi che vengono dal mare e pretenderebbero di entrare senza maglietta, persone che appoggiano i piedi sui sedili di fronte, altri che non vogliono mettere la museruola ai cani. E poi voglio ripetere il tasto dolente delle mascherine a bordo. inammissibile pensare che un autista guidi e controlli se la gente ha indossato la mascherina e più che altro se, una volta saliti e seduti continuino a tenerla correttamente, per rispetto delle regole, delle persone accanto e verso noi autisti che dobbiamo tenerla sette ore di turno. Inammissibile anche chiedere ai lavoratori di vendere i biglietti a bordo e addirittura dovemmo controllare la regolarità dei biglietti o degli abbonamenti, siamo contrari perché ripeto è una mansione non è possibile fare, il rispetto del codice della strada non lo consente il rischio è alto come quello non solo si vederci magari rapinare i soldi che maneggiamo, ma anche avere dei soldi falsi che il conducente non può verificare e come detto deve essere una mansione che possa garantire un lavoro a coloro che purtroppo diventano inidonei alla guida”.

La richiesta a Autolinee

Da qui l’appello: “Chiediamo ad Autolinee che siano installate le telecamere a bordo – chiede Rigali -, che queste siano accessibili solo alle forze dell’ordine là dove si renda necessario acquisire prove dei reati delle minacce che sui bus succedono. Non saremo più tolleranti, se non saranno date risposte alle nostre rivendicazioni che tra l’altro il decreto legislativo 81/2008 richiama chiaramente quali responsabilità della salvaguardia dei lavoratori, agiremo a tutela dei nostri iscritti e dei lavoratori così come degli utenti onesti, ci dirigeremo alla procura”.

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