Escalation di violenza al carcere di Lucca: un altro agente picchiato da un detenuto

Era appena stato trasferito da Sollicciano. Due giorni fa l'ultimo caso. Il sindacato Osapp alla carica dopo l'escalation

Ancora un’aggressione nei confronti del personale di polizia penitenziaria al carcere San Giorgio di Lucca, dove torna a salire la tensione. Dopo appena 24 ore dall’episodio di lunedì pomeriggio (9 agosto), in cui alcuni detenuti intervenuti a sedare una rissa sono stati aggrediti, ieri (10 agosto) si è consumata la nuova aggressione.

Agenti di polizia penitenziaria aggrediti in carcere mentre tentano di sedare una rissa – Luccaindiretta

A riferirlo è ancora Giuseppe Proietti Consalvi, vice segretario generale Osapp: “Nel pomeriggio di ieri, un detenuto nuovo giunto proveniente dal carcere fiorentino di Sollicciano, già autore di atti lesivi nei confronti del personale in altri Istituti, appena fatto ingresso nel carcere di Lucca, ha aggredito il collega in servizio all’ufficio matricola ed altri due successivamente accorsi in difesa del collega”.

“Continuano – aggiunge – gli eventi critici e in particolare le aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria a Lucca e continua soprattutto l’incapacità nella gestione di questi detenuti da parte dell’ufficio III del Provveditorato di Firenze. Nonostante varie richieste da parte di questa organizzazione sindacale, – aggiunge il vice segretario generale Osapp – per evitare l’assegnazione di detenuti psichiatrici ovvero di detenuti con alto indice di aggressività nei confronti del personale al carcere lucchese, l’Ufficio III del provveditorato continua imperterrito nel procedere ad inviare detenuti di questo genere. Basti pensare che, il detenuto autore dell’evento di ieri, era stato sottoposto a osservazione psichiatrica all’Istituto di Sollicciano”.

“Ci domandiamo se tali assegnazioni sono effettuate per causare problemi all’Istituto di Lucca – conclude Giuseppe Proietti Consalvi -, considerato che, tutti, compreso il Provveditorato di Firenze, sappiamo che quello non è un Istituto che possa gestire tali detenuti, vista la chiusura di una sezione per lavori di ristrutturazione, la grave carenza di personale e le condizioni strutturali”.

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