Stazzema ricorda l’eccidio: è il primo anno senza Pieri e Pardini foto

Sfilata di autorità e istituzioni in memoria della strage nazifascista: "L'Europa sia unita contro i nuovi nazionalismi"

Un appello a un’Europa unita contro i nazionalismi e i neofascimi. È quello che è arrivato questa mattina (12 agosto) da Sant’Anna di Stazzema in occasione del 78esimo anniversario dell’eccidio nazifascista. Presenti, come ogni anno, decine di autorità che, in presenza o a distanza, hanno ribadito l’importanza della memoria. Memoria che non poteva non menzionare Enrico Pieri, storico presidente dell’associazione Martiri e superstite simbolo di Sant’Anna, scomparso il 10 dicembre 2021.

Una mancanza che si è fatta sentire, in una giornata in cui sono stati respinti con forza i richiami alla razza fatti dal primo ministro Ungherese Viktor Orban, così come i nazionalismi Europei e le ambiguità di alcuni partiti politici italiani a cui il sindaco di Stazzema ha lanciato una provocazione.

“Chi non ha niente a che fare con il fascismo, oltre a dirlo in più lingue straniere, approvi e faccia approvare la proposta popolare di Legge Antifascista depositata in Parlamento – ha detto -. Un voto vale di più di tante dichiarazioni”.

Davanti al monumento ossario a Col di Cava, alla presenza delle maggiori autorità civili, militari, religiose, delle associazioni combattentistiche, dei reduci e del territorio, dei sindaci della Versilia e di amministrazioni comunali provenienti da tutta Italia oltre al primo cittadino Maurizio Verona sono poi intervenuti, il Presidente della Regione Eugenio Giani, Umberto Mancini per l’Associazione Martiri di Sant’Anna, e la sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi. Orazioni che sono state precedute dalla lettera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal messaggio del Presidente della Camera Roberto Fico e dal videomessaggio della presidente del parlamento europeo Roberta Metsola, che ha salutato i cittadini di Stazzema, i superstiti e i familiari delle vittime, riaffermando la solidarietà nei confronti dell’Ucraina.

“Sono trascorsi 78 anni dai giorni dell’eccidio nazifascista compiuto nelle frazioni di Stazzema. L’orrore ha colpito le nostre terre, la nostra gente, a testimonianza degli effetti di ideologie perverse nemiche della dignità e della libertà delle persone – ha detto Mattarella -. Gli assassini, ufficiali e militari delle Ss, che compirono la strage aiutati da fascisti della zona manifestarono fino in fondo inconcepibile disumanità, colpendo centinaia di persone innocenti, trucidando anziani, donne, bambini, sterminati con ferocia, lasciando corpi martoriati e bruciati. La memoria dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema è, per l’intera Europa, una spinta costante a mantenere al primo posto il tema del rispetto della vita delle persone, della pace come orizzonte storico necessario, della partecipazione a comuni prospettive di vita e di sviluppo. Il segno profondo di un orrore così grande è inciso a caratteri indelebili nella coscienza della Repubblica. Dalla reazione a quell’abisso scaturì il riscatto morale e civile del nostro popolo, il secondo Risorgimento del nostro Paese. Da qui hanno preso le mosse le radici di una civile convivenza che ha trovato nella Costituzione i suoi architravi. Gli italiani  devono grande riconoscenza ai pochi testimoni sopravvissuti, ai familiari delle vittime, a quanti si sono impegnati negli anni a ricostruire circostanze ed eventi, a ricomporre le storie individuali. La loro testimonianza è stata preziosa, contribuendo a costruire un memoriale vivente, intimamente connesso ai valori e ai principi che regolano la vita della nostra comunità: monito permanente alle generazioni che si succedono”.

“L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema – ha aggiunto la presidente del Senato Elisabetta Casellati  – rappresenta una delle ferite più profonde inferte dal nazifascismo al nostro Paese. Quella mattina del 12 agosto 1944 l’essenza stessa dell’umanità veniva violata dal massacro di 560 vittime civili inermi, tra cui anziani, donne e 130 bambini. A 78 anni di distanza la memoria di quella strage ci ricorda che il ripudio della guerra e della violenza è un dovere imprescindibile per la nostra Repubblica e uno dei pilastri su cui essa stessa è stata fondata”.

“Poco tempo fa ci ha lasciati Enrico Pieri sopravvissuto all’eccidio di Sant’Anna quando aveva 10 anni – ha detto la presidente Roberta Metsola -. Ha passato la sua vita a divulgare quanto accaduto in quella terribile estate del ’44, perché non succedesse mai più. Nei suoi discorsi insegnava ai giovani l’importanza dell’Europa, e aveva capito la differenza tra l’Europa dei nazionalismi del passato e l’Europa di oggi. Il progetto dell’Unione Europea non sarà forse perfetto, ma rappresenta un baluardo della democrazia e delle libertà individuali e di pensiero, della sicurezza e della protezione. Il 24 febbraio c’è stata la brutale invasione dell’Ucraina che ha spinto l’Europa a riaffermare più chiaramente la sua ragione d’esser e a ricordare che dalle ceneri della seconda guerra mondiale i paesi si sono riuniti per difendere la pace. Ma a meno di due mila chilometri da qui l’invasione prosegue e gli attacchi provocano morti innocenti. L’Unione Europea è a fianco dell’Ucraina”.

Più duro l’intervento del primo cittadino di Stazzema e presidente dell’Istituzione Parco nazionale della pace di Sant’Anna Maurizio Verona, che ha ricordato anche la superstite Cesira Pardini scomparsa ad aprile di quest’anno.

“Abbiamo bisogno di un’Europa che aveva in mente il Presidente David Sassoli: un’Europa dei popoli, aperta, solidale, antifascista, impegnata contro ogni rigurgito nazionalista. Orban ha rispolverato addirittura il mito della razza, e l’ha fatto davanti ai giovani. La preoccupazione è che Orban non sia solo, che abbia ‘amici’ in altri paesi Europei, che condividono ancora oggi un pensiero che è falso dal punto di vista scientifico, che è pericoloso da un punto di vista sociale, un pensiero che la storia ha messo a tacere – ha detto Verona dal sacrario -. Queste posizioni sono incompatibili con l’Europa dei popoli che abbiamo in mente e che è necessaria. L’Europa è una grande opportunità”.

Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna promuoverà dal prossimo autunno un premio di giornalismo dedicato a David Sassoli che si chiamerà I Giovani e l’Europa – David Sassoli.

“Sono rammaricato perché la legge popolare antifascista non ha fatto alcun passo in avanti nell’iter parlamentare per approdare in aula ed essere discussa – ha detto Verona -. È un’occasione persa per il nostro Parlamento, frenato da troppi tatticismi, da troppi personalismi. Non una legge con una firma, ma con 250mila firme, nomi e cognomi di persone che vogliono bene al nostro Paese e hanno colto questa necessità. La proposta sarà iscritta nella prossima legislatura, faccio appello ai nostri futuri deputati e senatori di sostenerla, di dare dignità ad una richiesta popolare di essere almeno discussa. La forza di questa legge è che è popolare. Non è una legge del sindaco Verona, non è una legge di Stazzema, non è di un deputato, di una forza politica, non è di un’associazione, è di tutti i suoi sottoscrittori, è di tutti gli antifascisti, è di chi ama la democrazia. Chi non ha niente a che fare con il fascismo oltre a dirlo in più lingue straniere approvi e faccia approvare la Proposta di Legge Antifascista. Un voto vale di più di tante dichiarazioni”.

“Sono onorata di intervenire qui e rinnovare il patto che non è solo fra noi di Marzabotto e Sant’Anna – ha spiegato la sindaca Valentina Cuppi -. Tutti noi che scegliamo di essere qui oggi ci prendiamo un impegno: essere partigiani dell’oggi e quindi dalla parte dei valori che la costituzione contiene. Battersi perché vengano attuati quei principi. Quello che facciamo a Marzabotto e a Sant’Anna è il presente ed è il futuro. Da qui è partita la raccolta firme per la legge popolare antifascista. L’impegno è di non lasciarla cadere ma portarla avanti. Dove c’è disagio, marginalità, mancanza di tutele, è più facile che si crei un nemico e un capro espiatorio. Quindi è nostro compito cercare di eliminare le disuguaglianze, di genere ed economiche, dei territori”.

Il presidente della Regione Toscana ha poi parlato della neonata Rete dei Comuni teatro di stragi nazifascite. “Più di 150 stragi hanno coinvolto la Toscana nella seconda guerra mondiale, e finora il protocollo di intesa che unisce i Comuni teatro di stragi nazifasciste in Toscana è stato sottoscritto da 80 comuni – ha detto Giani -. La cultura e il senso della memoria si deve esprimere in quello che è la conoscenza di quel periodo, fino alla Liberazione. Oggi con questo accordo (di cui fa parte anche la Regione Toscana) ci impegniamo a non cadere più nell’oblio. Perché pensavamo di aver toccato il punto più basso della civiltà umana, ma in realtà la crudeltà e la brutalità che vediamo in Ucraina (ma anche in Kosovo e in altri 30 luoghi del mondo) ci fa capire che quei pericoli si stanno riaffacciando”.

A Stazzema nasce la rete dei Comuni teatro di eccidi nazifascisti

Tanti i parlamentari e i politici regionali e locali che hanno rivolto poi un pensiero alla strage di Sant’Anna di Stazzema.

“La commemorazione della strage di Sant’Anna di Stazzema, quest’anno, ci invita tutti più che mai a coltivare la memoria delle pagine peggiori della nostra storia, data la scomparsa dei testimoni diretti, come Enrico Pieri e Cesira Pardini. Dobbiamo sostituirci alla loro voce – aggiunge l’europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi – . Qual è il messaggio che ci arriva dalla storia e che dobbiamo tramandare alle giovani generazioni? Certamente capire che la democrazia e la libertà non devono mai essere date per scontate, dobbiamo apprezzarne fino in fondo il valore assoluto. Lo spettro del totalitarismo e della guerra, che si era manifestato all’interno dell’Europa, oggi sembra nuovamente accerchiarla: non mi riferisco solo all’Ucraina  ma alle derive liberticide i cui segnali ci giungono da tante parti del mondo. Non dobbiamo poi smettere di perseguire la ricerca della verità storica e della verità giudiziaria delle singole vicende che hanno caratterizzato l’epilogo della seconda guerra mondiale. Sant’Anna di Stazzema, per l’atrocità costata la vita a 560 esseri umani, e per il comportamento tenuto dalla giustizia tedesca, deve essere sempre in cima ai nostri pensieri”.

“È stata una delle stragi più sanguinose della seconda guerra mondiale quella di Sant’Anna di Stazzema. 78 anni fa in questo piccolo paese della Toscana morirono 560 civili. 130 erano bambini – le parole della deputata di Forza Italia Deborah Bergamini -. Porterò sempre con me le emozioni vissute lo scorso anno in occasione delle commemorazioni alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e dei superstiti. Le loro testimonianze hanno toccato le corde più profonde del cuore. Sono sempre più convinta della necessità di assolvere ad uno dei doveri più importanti per ogni cittadino: il dovere della memoria e dell’onore al sacrificio di chi ci ha preceduto. Lo dobbiamo al nostro passato e soprattutto al futuro di un grande Paese”.

“La memoria dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema è, per l’intera Europa, una spinta costante a mantenere al primo posto il tema del rispetto della vita delle persone, della pace come orizzonte storico necessario, della partecipazione a comuni prospettive di vita e di sviluppo”, queste le parole dell’onorevole Umberto Buratti.

“Salire a Sant’Anna di Stazzema – ha affermato la consigliera regionale del Pd Valentina Mercanti – scatena ogni anno pensieri che provocano una fitta al cuore. Sarà perché tendiamo a essere sempre più consapevoli di cosa ci richiami ai piedi di questo monumento; saranno i racconti di Enrico Pieri, Cesira Pardini e degli altri superstiti, che via via ci stanno lasciando con un’eredità che trasuda pace e libertà. È tra queste stesse case che 78 anni fa si abbatté una delle furie più brutali di cui il nazifascismo fu capace: le vittime, tutte civili, furono 560; 130, i bambini che non arrivarono a vedere il sole del primo pomeriggio. Oggi che la nostra casa è anche l’Europa, indicibili stragi quotidiane ci esortano ad attingere alla memoria collettiva, per ricordare che occorre sempre batterci per opporre alle guerre e a ogni sopraffazione la cultura dell’unità e della solidarietà”.

 

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