Truffa dei documenti falsi e riciclaggio, due arresti in provincia di Lucca

L'inchiesta di Catanzaro tocca anche la provincia di Lucca: la gang si era perfino inventata uno Stato immaginario

Documenti falsi di uno Stato immaginario per spillare soldi ai cittadini. Addirittura l’immaginazione delle persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria aveva creato “lo Stato Antartico teocratico di San Giorgio”. L’isola che non c’è, così si chiama l’operazione della Digos di Catanzaro coordinata dalla procura del capoluogo calabrese che ha portato alla emissione di 12 misure cautelari per una mega truffa. Tra le persone finite agli arresti domiciliari anche un uomo e una donna originati della Lucchesia.

Ai domiciliari dietro ordinanza emessa dal gip di Catanzaro, Matteo Ferrante, sono finiti tra gli altri Mario Farnesi, nato a Viareggio e Paola Dalle Luche, anche lei di origini viareggine e residente a Todi.

L’indagine che con il coinvolgimento delle questure di Cosenza, Genova, Lucca, Perugia, Padova, Teramo e Trapani ha portato alla luce la truffa è partita il 7 aprile dello scorso anno da una perquisizione in un immobile di Catanzaro indicato come la sede diplomatica del presunto “Stato”.

A seguito degli approfondimenti investigativi è emersa così l’esistenza di un’associazione a delinquere operante su tutto il territorio nazionale con principali nuclei territoriali a Catanzaro, Alcamo e Teramo, finalizzata, per l’accusa, alla commissione di un numero indeterminato di truffe fondate sul raggiro basato proprio sull’esistenza dello “Stato teocratico Antartico di San Giorgio” come soggetto dotato di un’autonoma sovranità e di connessi privilegi “in forza del Trattato Antartico del 1959“.

Secondo l’ipotesi accusatoria, per dare credibilità agli occhi di ignari cittadini, i componenti della gang avrebbero utilizzato una serie di artifici, come l’apparente creazione di istituzioni varie (Capo di Stato, Governo e relativi ministri, Corte di giustizia, tribunale supremo, delegazioni territoriali), di una gazzetta ufficiale, di siti internet e, soprattutto, il confezionamento di documenti d’identità anche validi per l’espatrio. In tal modo avrebbero indotto in errore oltre 700 persone residenti in tutta Italia circa l’acquisizione della cittadinanza dell’inesistente Stato Antartico, previo pagamento di una somma di denaro variabile tra i 200 e i 1000 euro, prospettando loro i vantaggi più disparati: dalla possibilità di ricevere finanziamenti per i propri progetti di ricerca, alla possibilità di fruire di una burocrazia più snella per le proprie imprese o di utilizzare i documenti dello Stato per circolare liberamente in Italia e all’estero, alla possibilità di consentire l’ingresso sul territorio nazionale di cittadini stranieri. Le indagini proseguono. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.

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