Minorenni costrette a fare sesso in cambio di soldi: tre condanne
Almeno tre ragazzine tra i 16 e i 17 anni sarebbero state indotte anche a prostituirsi
Erano state spinte a fare sesso con uomini molto più grandi di loro, dietro la promessa di denaro e dopo essere state invitate a bere in party a luci rosse.
Una di queste feste si era svolta addirittura in pieno lockdown: in una villa della Valle del Serchio, un 72enne del posto insieme ad altri 4 uomini tra i 70 e i 25 anni avrebbero preso parte al festino a luci rosse, dove sarebbero state abusate alcune minorenni. Sarebbero almeno tre le ragazzine tra i 16 e i 17 anni ad essere state indotte agli amplessi sessuali dopo essere state ubriacate. Una vicenda che risale ad alcuni anni fa e che oggi (10 ottobre) al tribunale di Firenze si è tradotta in una pesante condanna per il 72enne che gli inquirenti ritengono il principale indagato dell’indagine, partita dalla denuncia dei genitori di una delle presunte vittime, per un 66enne e un 46enne.
I tre sono stati condannati rispettivamente a 6 anni e 2 mesi, a 5 anni e 4 mesi e a 1 anno e 4 mesi. Per l’accusa avrebbero anche adescato decine di minorenni sulle chat, facendosi inviare fotografia e immagini a luci rosse in campo di denaro.
Il gup ha anche ratificato il patteggiamento per un altro imputato di 28 anni, di origini albanesi, a 1 anno e con 1.000 euro di multa. Assolto, invece, un quinto imputato di 66 anni. La procura contestava loro, a vario titolo, le accuse di violenza sessuale, induzione alla prostituzione minorile, produzione e detenzione di materialepedopornografico.
Il processo riguardava episodi che sono stati al vaglio dei carabinieri e che si sarebbero consumati in Valle del Serchio tra il 2017 e il 2021. Secondo i pochi dettagli che erano emersi dalle indagini, almeno tre ragazzine attraverso la promessa di piccole somme di denaro o di un posto di lavoro sarebbero state costrette ad intrattenere rapporti sessuali completi e a prostituirsi con i clienti che avrebbe proposto loro il principale indagato dell’indagine. Secondo l’accusa, si sarebbe anche intascato il 70% delle somme ricevute dalle minorenne per le loro prestazioni sessuali.


