‘Cartello’ sul prezzo di cartone ondulato e imballaggi, Consiglio di Stato conferma: ma le multe alle aziende vanno ricalcolate al ribasso
Confermate le conclusioni dell’Autorità di garanzia della concorrenza e del mercato. La sanzione più alta era stata di 124 milioni
Con l’ultima sentenza pubblicata oggi (2 febbraio) il Consiglio di Stato ha concluso quasi tutti gli appelli della varie cartiere coinvolte nella maxisanzione dell’antitrust per un’intesa sul prezzo del cartone ondulato e per imballaggi, che le società avrebbero messo in atto per molti anni.
Una delle cartiere lucchesi coinvolte aveva ricevuto la sanzione più altra, circa 124 milioni di euro, che ora per i giudici di Palazzo Spada va rivista e ricalcolata dall’Autorità di garanzia della concorrenza e del mercato, ma solo in merito alla sua esatta quantificazione per via di alcuni superamenti di soglie definite dalla normativa vigente. In parole povere la mega multa è un po’ troppo alta e va abbassata, anche se non subirà drastici riduzioni (in sentenza si parla di circa il 10%) e rimarrà comunque la sanzione più elevata dell’intera azione dell’Antitrust. Già il Tar del Lazio nel 2021 aveva confermato in parte la sanzione dell’Agcm, tra le più alte di sempre, per un totale di circa 287 milioni di euro a 21 cartiere su 25 che erano finite nel mirino dell’autorità garante della concorrenza e del mercato nel 2019. Le aziende, fra le quali alcune della provincia di Lucca, erano accusate in pratica di aver “fatto cartello” sul prezzo del cartone ondulato. Con il provvedimento impugnato, l’autorità antitrust aveva accertato la sussistenza di due intese restrittive della concorrenza nel mercato dei fogli in cartone ondulato e nel mercato degli imballaggi in cartone ondulato, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.
Il relativo procedimento dell’Agcm sottolineava il larghissimo numero di imprese coinvolte e sanzionate e, per gli importi complessivi delle multe imposte, tra le più alte di sempre. In tale contesto, con le sentenze del maggio del 2021, il giudice amministrativo di primo grado, rigettando i ricorsi, aveva evidenziato, con riguardo a entrambe le intese restrittive della concorrenza, il “robustissimo quadro probatorio” e “l’adeguata analisi della portata competitiva” svolta dall’autorità sui quali si fonda il provvedimento sanzionatorio e da cui sono emersi ripetuti contatti tra le parti in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In particolare, con riferimento al mercato della produzione e commercializzazione di fogli in cartone ondulato l’autorità aveva accertato che le società avevano posto in essere tra il 2004 e il 2017 “un’unica e complessa intesa continuata nel tempo volta a definire i prezzi di vendita e i fermi degli stabilimenti produttivi”.
Avviato nel 2017, il procedimento dell’Agcm era stato esteso fino a diventare una delle indagini più imponenti mai compiute dall’Antitrust. Le imprese sanzionate sono tutte di grandi dimensioni e rappresentano la quasi totalità dei produttori di cartone ondulato presenti a livello nazionale, che detengono in complesso circa il 90% del mercato. Le società coinvolte e secondo l’Autorità, avevano realizzato illeciti anticoncorrenziali continuati nel tempo volti a ripartire il mercato e a definire in comune i prezzi di vendita ed altri parametri commerciali, quali i termini di pagamento, oltre ai fermi degli stabilimenti produttivi. Ora il Consiglio di Stato ha confermato in toto l’impianto accusatorio dell’Antitrust, nelle varie sentenze di questi ultimi giorni, che ha scoperchiato un sistema durato decenni. Si tratta della conferma di una delle più importanti istruttorie mai svolte nella storia dell’Antitrust per numero di aziende coinvolte e per l’entità delle sanzioni comminate.
Sanzioni che, come nel caso della cartiera di Lucca che aveva ricevuto la multa più alta (124 milioni di euro), vanno un po’ ridimensionate per restare nei parametri di legge fissati dai giudici del Consiglio di Stato. Il totale delle sanzione dovrebbe ridursi da 287 milioni a circa 200 milioni secondo le associazioni di categoria. In particolare, per l’Associazione italiana scatolifici “si apre ora la fase dei risarcimenti, in cui tutti i soggetti lesi dai cartelli accertati in via definitiva (operatori del mercato, grande distribuzione, aziende trasformatrici, associazioni dei consumatori, ecc.) potranno chiedere conto dei danni derivanti dai maggiori costi sostenuti e delle perdite di quote di mercato subite per effetto di detti cartelli”.
Ma questa è un’altra storia e si vedrà nel tempo.

