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Anche a Lucca il luglio più caldo di sempre. E per Bankitalia il clima ‘brucia’ anche il Pil

Lo scorso mese di luglio è stato il più caldo di sempre in Italia. Anche a Lucca le temperature medie sono in costante aumento e i mutamenti climatici per Bankitalia “bruciano anche il Pil”.

I dati del programma europeo che monitora il clima fanno suonare l’allarme. Il luglio del 2023 è il mese più caldo di sempre. A dirlo adesso è il programma europeo Copernicus che dispone dei dati secondo cui il pianeta ha registrato il mese scorso un aumento generale delle temperature di 0,33 gradi . Finora il record di mese più caldo, da quando è iniziata l’era industriale e da quando si misura la temperatura, era il luglio del 2019. Le prime tre settimane di luglio sono state le più calde mai registrate, lo indicavano già nelle scorse settimane  i dati registrati da Copernicus climate change service finanziato dall’Ue, resi noti anche dalla World Meteorological Prganization dell’Onu. La temperatura media globale ha temporaneamente superato la soglia di 1,5 gradi centigradi  al di sopra del livello preindustriale (1850-1900) durante la prima e la terza settimana del mese. La temperatura media globale per i primi 23 giorni di luglio è stata di 16,95 gradi ( qualcosina in più rispetto al record di 16,63 del luglio 2019).

Lucca

Generico agosto 2023

Il grafico in alto mostra una stima della temperatura media annuale per Lucca e dintorni. La linea blu tratteggiata mostra la tendenza lineare del cambiamento climatico. Se la linea di tendenza sale da sinistra a destra, la variazione della temperatura è positiva e a Lucca sta diventando più caldo a causa del cambiamento climatico. Se è orizzontale, non si vede alcuna tendenza precisa, e se sta scendendo, le condizioni a Lucca stanno diventando più fredde nel tempo. Nella parte inferiore il grafico mostra le cosiddette strisce di riscaldamento. Ogni striscia colorata rappresenta la temperatura media di un anno, blu per gli anni più freddi e rosso per quelli più caldi.

L’allarme di Bankitalia

La Banca d’Italia ha pubblicato il nuovo studio Dinamica delle temperature e attività economica in Italia: un’analisi di lungo periodo, attraverso il quale esamina l’impatto della crisi climatica in corso sull’economia nazionale. Cosa significa questo trend, in termini di Prodotto interno lordo nazionale? Per rispondere a questa domanda, Bankitalia ha ricostruito le serie storiche annuali delle temperature per il territorio italiano a livello provinciale tra il 1871 e il 2001, stimandone gli impatti economici. Le stime della relazione tra la crescita economica e il livello della temperatura, realizzate con due differenti metodologie empiriche (panel e autoregressive distributed lags, Ardl), mostrano “come il processo di riscaldamento globale abbia avuto effetti negativi sull’economia italiana che si sono accentuati alla fine del ventesimo secolo. Guardando alla ricchezza già persa a causa della crisi climatica, Bankitalia documenta che la crescita storica della temperatura media di circa 0,02 gradi l’anno avrebbe sottratto ai tassi di crescita decennali del Pil pro capite circa 1,8 punti percentuali a decennio, su 23 punti percentuali di crescita complessivi in media a decennio. Al contempo è stato rilevato che come l’incremento nella frequenza di temperature giornaliere superiori a 28°C abbia influito negativamente sull’attività economica, in particolare negli ultimi 20 anni del Novecento quando tale frequenza si è acuita significativamente, incidendo principalmente sul settore dell’agricoltura ma con effetti negativi registrati anche nell’industria e nei servizi. Se questo è il trend storico, il futuro del clima potrebbe riservarci sorprese ben peggiori (anche) sotto il profilo economico, a meno di non ridurre in modo rapido quanto deciso le emissioni di gas serra legate all’impiego dei combustibili fossili, adattando al contempo il territorio a quella porzione di cambiamenti climatici ormai già inevitabile.

L’ennesima riprova che documenta come la lotta alla crisi climatica sia l’approccio economicamente più conveniente a nostra disposizione, oltre che quello necessario a salvare vite umane e benessere.