Dà in escandescenze in sala colloqui del carcere e la devasta, poi ferisce tre agenti
Dopo il contenimento del primo episodio si è barricato in cella con altri due detenuti e ha continuato nella violenta protesta. Il sindacato Osapp non ci sta
Aggressione in carcere a Lucca. A denunciarlo è il sindacato Osapp.
“Nella giornata di martedi (31 gennaio, ndr) – spiega il sindacato – un detenuto nel carcere di Lucca ha dato in escandescenze nella sala colloqui dove stava svolgendo un video colloquio con la compagna e la figlia. Lo stesso, dopo aver distrutto un tavolo ivi presente, ne ha utilizzato una zampa per colpire il collega addetto, lanciandosi poi contro quelli giunti in soccorso. Con grande caparbietà e potendo fare affidamento solo sul loro coraggio, i tre sono riusciti comunque a disarmarlo e, dopo averlo riportato alla calma, lo hanno ricondotto alla sua cella”.
“Qui però il detenuto ha perso nuovamente il controllo – dice ancora – e, trascinando la branda del proprio letto contro l’ingresso, si è barricato all’interno assieme a due compagni. Da dentro la camera, il ristretto ha dato il via a una vera e propria operazione di guerriglia dapprima incendiando il gas delle bombolette fornite in dotazione ai detenuti e poi armandosi sia con frammenti di vetro presi dalla finestra sia con una delle zampe della branda che utilizzava per tentare di colpire gli agenti di polizia che stavano cercando di estrarlo dalla cella dopo essere riusciti a mettere in sicurezza i due compagni di detenzione”.
“Soltanto grazie all’estrema professionalità del personale intervenuto – conclude Osapp – si è riusciti dopo molti minuti a calmare il ristretto e a condurlo, indenne, fuori dalla cella affinché ricevesse le attenzioni mediche del caso prima che le sue azioni potessero ulteriormente degenerare e porre in grave pericolo l’incolumità sia dello stesso sia dei colleghi intervenuti. Si è concluso così un altro grave evento in danno del personale che ha visto a referto medico tre agenti feriti e la devastazione di una cella”.
“Si coglie l’occasione – conclude Osapp – per plaudire l’operato del personale di Polizia Penitenziaria che con competenza e senso del dovere, riusciva a contenere i danni e far sì che le conseguenze di un simile impeto di ira non raggiungessero esiti drammatici. Gli eventi del 31 dicembre scorso sono prova dell’encomiabile spirito di sacrificio degli operatori penitenziari che pure in un giorno di festa da dedicare agli affetti più cari, hanno voluto all’unisono rispondere presente di fronte a una situazione di emergenza protraendo il proprio servizio fino a 12 ore pur di prodigarsi per ripristinare l’ordine e la sicurezza in istituto”.


