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Non c’è pace intorno al monumento all’emigrazione: rimosse le fioriere, apposta e tolta una bandiera italiana

Polemica continua dopo il nuovo intervento dello scultore, Stefano Pierotti. Scontro Giovani Comunisti – Gioventù nazionale

Non c’è pace intorno al monumento all’emigrazione di Stefano Pierotti.

Dopo il nuovo intervento dello scultore e il posizionamento di due grandi fioriere intorno alla scritta qualcuno ha spostato i vasi, qualcun altro ha sovrapposto la bandiera italiana a quella palestinese.

Un’opera che è diventata luogo di dibattito politico, insomma.

Un’altra polemica è nata, poi, da un commento social dei Giovani Comunisti Lucca: “Grazie all’artista, a chi ha rimosso i perbenisti vasi del comune e l’infame bandiera italiana a coprire quella palestinese (come se amare la propria terra fosse in contraddizione con la solidarietà tra popoli). Grazie a chiunque, anche solo con un gesto, smaschera l’ipocrisia e la disumanità dei fratellini d’Italia”.

La risposta arriva da Diego Carnini, presidente di Gioventù Nazionale Lucca: “Abbiamo letto con indignazione – dice – le dichiarazioni social dei Giovani Comunisti di Lucca, che arrivano al punto di definire “infame” la bandiera italiana. Un’offesa gravissima al simbolo della nostra Repubblica, alla nostra storia e al sacrificio di chi ha dato la vita per l’Italia. L’episodio nasce da un gesto spontaneo: un cittadino ha sovrapposto il tricolore alla bandiera palestinese disegnata con vernice spray sull’operaOltre le radici, dedicata ai lucchesi nel mondo; questo probabilmente come simbolo di protesta per aver trasformato un opera che doveva rappresentare tutti i lucchesi in un opera  divisiva e lontana dal suo significato iniziale, che adesso va rimossa condividendo in pieno le parole del sindaco Pardini”.

“Chi vive in questo paese, gode delle sue libertà e delle sue istituzioni, ma disprezza i suoi simboli, dovrebbe avere almeno il coraggio di dirlo: non si sente italiano. E se ne assuma la responsabilità. Ricordiamo che l’articolo 292 del codice penale punisce il vilipendio alla bandiera – conclude Carnini – Le parole dei Giovani Comunisti non possono passare sotto silenzio: ci aspettiamo che le autorità competenti intervengano. Noi, invece, lo diciamo con fierezza: siamo italiani e lo saremo sempre. A chi insulta la nostra bandiera rispondiamo con orgoglio, amore per la patria e i valori che ci uniscono. Non accetteremo mai che l’ideologia divida ciò che l’Italia ha unito”.