Logo
Vince oltre 9,5 milioni di euro alla videolottery ma è un errore del sistema: la vicenda torna in Appello

Un hacker avrebbe provocato vincite milionarie a pioggia. La Cassazione dà ragione al giocatore: ma incasserà al massimo la cifra del jackpot

Vivrà un’altra tappa la battaglia legale fra un giocatore di videolottery e la Snaitech. Tornerà infatti in Corte d’Appello a Firenze, dove dovranno essere seguite le severe indicazioni della Corte di Carrazione, la vertenza che dal 2012 un uomo porta avanti contro l’azienda di Porcari dopo aver vinto a una videolottery di Roma la cifra di oltre 9,5 milioni di euro.

Questa, almeno, la cifra che apparve sul terminale del videogiocatore, stampato da un biglietto che lo certifica a ridosso della vincita, segnalata anche con i suoni e rumori classici dei casinò, reali o virtuali che siano.

Il problema, però, si sarebbe verificato subito, al momento dell’incasso. La vincita, infatti, sarebbe stata determinata dall’azione di un hacker, che avrebbe fatto ‘impazzire’ il cervellone della ditta inglese che gestisce le videolottery della Snai, non portato in giudizio, e fatto emergere la situazione ormai surreale.

Il vincitore, infatti, dal 16 aprile del 2012 cerca di avere giustizia. Il primo passaggio è stata la scelta del foro competente, che è stato deciso essere quello di Lucca. Il primo grado e la corte d’Appello di Firenze hanno rigettato il ricorso dell’uomo che, non soddisfatto, è arrivato fino alla Cassazione, che lo scorso 22 maggio, forse un po’ a sorpresa, gli ha dato ragione.

Complesse e molto tecniche le motivazioni della Corte di Cassazione, che ha comunque accolto, seppur per motivi leggermente diversi rispetto a quelli presentati dal ricorrente, tre delle quattro motivazioni depositate.

Il tema, in sostanza, è la legittimità dell’eccezione, da parte di Snai, del mancato funzionamento dei terminali, nei confronti del giocatore. Il tutto in presenza di un sistema di regole che, seppur aggiornate nel tempo, non sono ancora del tutto sovrapponibili alla disciplina delle videolotterie. In particolare la Cassazione ritiene errata l’applicazione, presente nella motivazione della corte d’appello, dei ‘gratta a vinci’. In sostanza il tema è quello della ‘validazione’ o meno del biglietto vincente come atto autorizzativo della vincita.

Basandosi sui paletti della Cassazione (uno dei quali riguarda la vincita massima pagabile, che sarà il jackpot al momento del gioco in palio, una cifra fra i 410 e i 500mile euri) sarà la Corte d’Appello di Firenze, dopo che è stata cassata la sentenza impugnata, in diversa composizione, a decidere sul caso. Con una sentenza che sarà a sua volta ricorribile in Cassazione. La fine di questa vicenda lunga oltre 13 anni è ancora lontana dalla sua conclusione definitiva.