Il giallo di Trieste
|“Non ho niente a che fare con la morte di Lilly”: Visintin rompe il silenzio e parla con la Falco Investigazioni di Lucca
Raggiunto al telefono da Davide Cannnella ha respinto ogni accusa mossa dalla Procura
Sebastiano Visintin rompe il silenzio e parla con Davide Cannella, della Falco Investigazioni di Lucca.
Un caso, quella della morte della moglie, per il quale l’uomo è al momento l’unico indagato, con l’accusa di omicidio.
Liliana Resinovich, 63 anni, si era allontanata di casa a Trieste il 14 dicembre 2021 e mai più vista fino a quando il suo corpo non fu trovato il 5 dicembre successivo senza vita, dentro a due sacchi neri, con in testa un altro sacchetto della spazzatura legati al collo con un cordino.
La prima indagine aveva concluso per un suicidio, ma la famiglia si era opposta all’archiviazione. Secondo la pm titolare dell’inchiesta bis, Ilaria Iozzi, è lui il colpevole di omicidio come indicato nella richiesta di incidente probatorio per ascoltare Claudio Sterpin, l’amico “speciale” di Lilly.
Ai microfoni di Radio Caffè Criminale, raggiunto telefonicamente da Davide Cannella mentre pedalava in Slovenia, Visintin ha respinto con forza le accuse, dichiarando: “Non ho niente a che fare con la morte di Liliana. Cammino molto in bici, vado tutti i giorni per rilassarmi e non pensare a nulla. Cerco di continuare la mia vita come sempre. Non è facile vedersi additato su tutte le testate televisive come quello che ha assassinato la moglie. Ecco perché ho deciso, tranne a voi naturalmente e pochi altri, di non rilasciare più interviste”.


