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Perde la gamba nell’incidente in moto, ma la colpa è sua all’80 per cento: ottiene un risarcimento parziale

La decisione del tribunale di Lucca. Poco meno di 80mila euro per il danno non patrimoniale e biologico patito oltre alle spese di lite

Perde la gamba nell’incidente, scatta il risarcimento, anche se solo parziale vista la corresponsabilità riconosciuta nel sinistro.

L’incidente risale al luglio 2021 quanto il conducente di una moto entrò in collisione fra la via Renzo Ria e l’Aurelia con un furgone che si dirigeva verso la Bufalina. 

Per decidere la causa si è provveduto all’ascolto dei testimoni, alla valutazione dei verbali della polizia municipale intervenuta sul posto e alle perizia. L’esito ha attribuito al conducente della moto la prevalente responsabilità dell’incidente, pari all’80 per cento. Ma anche il conducente del furgone non può ritenersi esente da reponsabilità in quanto negli attimi precedenti all’urto non ha mantenuto il pieno controllo del mezzo anzi, come dallo stesso dichiarato, ha premuto la frizione invece del freno. Un tentativo di arresto, questo il ragionamento, avrebbbe quantomeno ridotto la portata dell’impatto.

A questo punto tutto si concentra sul quantum del risarcimento, tenuto conto dei parametri del danno non patrimoniale, il danno biologico con gli incrementi legati alla personalizzazione del danno, legati alla differenza fra la vita precedente all’incidente anche dal punto di vista delle attività non lavorative. La cifra è pari a oltre 373mila euro per il danno permanente, cui si aggiungono altre cifre per l’inabilità temporanea e spese mediche per oltre 393mila euro. Tenuto conto della quota di responsabilità dell’uomo vittima dell’amputazione il risarcimento è quindi di poco inferiore agli 80mila euro.

A lui andranno anche le spese di lite pari ad oltre 14mila euro. Le spese di perizia, invece, vanno per l’80 per cento in carico all’attore e per il 20 per cento in carico al convenuto.