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Oltre 524mila studenti alle prese con lo scritto di italiano. Le tracce più scelte, le emozioni della notte prima degli esami e i sogni per il futuro: voci dal liceo classico e artistico

Nella mattinata di oggi (mercoledì 18 giungo) sono iniziati gli esami di Maturità per 524.415 studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane. Il primo round – iniziato alle 8,30 – prevede una prova scritta di italiano. Gli scolari hanno scelto tra sette tracce proposte dal Ministero dell’Istruzione – divise in analisi del testo, tema argomentativo e di attualità – e avranno un massimo di sei ore di tempo per svolgerle. Ad aiutarli il dizionario della lingua italiana, ma non quello dei sinonimi e contrari. L’obiettivo è quello di verificare le abilità logico-linguistiche, espressive e analitiche degli allievi.

La tipologia A della prova prevede l’analisi del testo. Gli scolari, in questa sezione, hanno avuto la possibilità di scegliere tra una poesia dal Diario di Pier Paolo Pasolini e uno scritto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa acquisito dall’opera Il Gattopardo.

La tipologia B invece è dedicata al testo argomentativo. In essa sono stati proposti uno scritto tratto da Gli anni trenta. Il decennio che sconvolse il mondo di Piers Brendon; un articolo del giornalista Riccardo Maccioni, di Avvenire, sulla parola ‘rispetto’; e Un quarto d’era (geologica) di celebrità, opera del filosofo Telmo Pievani.

Infine, la tipologia C sull’attualità proponeva agli scolari il testo I giovani, la mia speranza, pubblicato su Epoca nel 1992, ricordando Paolo Borsellino e l’articolo di Anna Meldolesi e Chiara Lalli L’indignazione è il motore del mondo social. Ma serve a qualcosa? sui social media e la diffusione di contenuti con l’obiettivo di scatenare indignazione nell’utente.

Le testimonianze

A conclusione della prova, abbiamo raccolto le impressioni a caldo di alcuni studenti del liceo classico Machiavelli e il liceo artistico Passaglia. Le emozioni, come prevedibile, erano tante: tra chi usciva dalla scuola con il sorriso e chi ancora con un po’ di tensione addosso, tutti hanno trovato nella prima prova una sfida affrontabile.
Tra le tracce più gettonate spiccano quella su Pasolini, particolarmente apprezzata da chi ama la poesia e il contesto storico-sociale in cui si inserisce, il testo di Paolo Borsellino sui giovani, carico di significato e memoria e l’analisi proposta da Piers Brendon sugli anni Trenta, che ha stimolato riflessioni attuali a partire da un passato complesso.

“Ho scelto la traccia storica sul New Deal e la crisi del ’29. Ho riflettuto su come oggi vengono sfruttati i mezzi di comunicazione di massa. Ho fatto la produzione personale con collegamenti al mondo di oggi, perché vorrei continuare con storia e poi giornalismo”. – racconta una studentessa sorridendo.

La notte prima degli esami, come da tradizione, è stata per molti un piccolo rito. C’è chi ha trascorso ore insonni per l’ansia, chi ha cercato distrazione guardando film o serie tv leggeri e divertenti, e chi ha scelto di vivere un momento collettivo, ritrovandosi fuori dall’istituto con i compagni, a cantare e scherzare per esorcizzare la paura del giorno dopo e per stemperare la tensione. Un modo semplice e autentico per sentirsi meno soli in un passaggio tanto simbolico.

Nonostante la stanchezza, tra gli studenti si respira un’aria positiva, anche in vista della seconda prova – prevista per domani (19 giugno) – che vedrà impegnati i liceali classici con la versione di latino e quelli dell’artistico con materie d’indirizzo come architettura o scenografia.

“Nonostante sia un persona molto ansiosa, non mi preoccupa il progetto di cinema, l’ho già fatto durante l’anno e mi è andato bene. Il problema è l’orale: abbiamo un’immagine da collegare alle materie, e non è facile. Ma mi sto preparando” – dice un altro studente, incerto ma fiducioso.

Quanto al futuro, si aprono prospettive diverse: c’è chi ha già le idee chiare e intende proseguire con studi affini, c’è chi sogna di cambiare completamente direzione, chi è ancora indeciso e chi cerca un’opportunità di lavoro stabile. Qualcuno, con un sorriso, ha citato Checco Zalone: “Io cerco il famoso posto fisso”. Tra sogni, speranze, scelte e incertezze, ogni voce racconta un frammento di futuro.
Le loro storie, i loro volti e le loro emozioni nel servizio video correlato all’articolo.