Logo
L’alibi della prostituta non è una nuova prova: niente revisione per il rapinatore della Piana

Non si rifarà il processo a carico di Agron Hasani, condannato a 10 anni per l’assalto alla villa di un imprenditore della Piana nel 2017

Niente revisione del processo per il 45enne kosovaro Agron Hasani, condannato con sentenza irrevocabile a marzo 2024 a 10 anni e sei mesi di reclusione per i reati di rapina pluriaggravata in concorso, lesioni personali aggravate e tentativo di sequestro di persona aggravato per il colpo in una villa della Piana di Lucca.

Hasani_Agron.png
Agron Hasani

L’istanza di revisione era stata presentata dal legale di Hasani sulla base di alcune dichiarazioni di una prostituta, assunte in sede di indagini difensive, che avrebbero fornito la prova di un alibi dell’uomo che nel giorno della rapina si sarebbe trovato assieme alla testimone fra Viareggio e Pisa e non nel luogo della rapna.

La presenza di questa testimone, mai sentita in giudizio, oltre alla contraddittorietà di altre prove, come il riconoscimento dell’uomo da parte della vittima solo dal taglio degli occhi, nonostante il passamontagna, la mancata prova della disponibilità della vettura usata per il colpo e del collegamento fra i guanti acquistati dall’Hasani e quelli usati per la rapina “consentono di dubitare che il riorrente fosse autore della rapina”.

Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile dai giudici di Cassazione perché proposto per motivi non consentivi o manifestamente infondati. Non si tratterebbe, infatti, di prove nuove non valutate nei precedenti casi di giudizio.

Come spiega la Cassazione “la Corte di appello non solo ha precisato che il difensore dell’imputato aveva dapprima rinincuato alla testimonianza della donna per poi chiederne l’assunzione, ma anche chiarito che la prova era stata già considerata e ritenuta irrilevante sia dal tribunale sia dalla Corte di appello, in quanto la versione difensiva dell’imputato, secondo la quale la sera del fatto sarebbe stato insieme alla donna, risultata smentita dagli elementi probatori acquisiti”.

Alla dichiarazione di inammissibilità consegue anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al pagamento di 3mila euro della Cassa delle ammende.

I fatti

Agron Hasani è ritenuto il capo di una banda che nel 2017 portò a termine un vero e proprio assalto nella villa di un imprenditore della Piana di Lucca. Un vero e proprio blitz in cui Hasani, ora definitivamente ritenuto colpevole, insieme a quattro complici, sequestrò l’imprenditore insieme a moglie e figlia, con minaccia di usare le armi (una pistola e un cacciavite) e violenza nei modi, per poi arraffare soldi e preziosi all’interno della villa.

Dopo la fuga a bordo di una Skoda grigia con cui, però, i malvimenti si schiantarono contro un muretto poco distante. I cinque, dunque, furono costretti alla fuga a piedi. Proprio dall’auto si riuscirono a ricavare gli unici elementi per identificare i responsabili, uno solo dei quali, ritenuto il capo, è stato assicurato alla giustizia e condannato. Ad incastrare Hasani uno scontrino, ritrovato all’interno della Skoda per l’acquisto dei guanti utilizzati per la rapina: li aveva comprati due giorni prima in un centro commerciale della provincia di Pisa. Hasani, inoltre, aveva in uso la Skoda utilizzata per il colpo e poi abbandonata.