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Salanetti, i dubbi dell’amministrazione di Porcari: “Non è stato prodotto nemmeno un contratto d’acquisto”

“Ancora una volta nessuna risposta concreta sulla questione centrale: dove finirà la cellulosa ottenuta dal trattamento dei pannolini usati?”

Ieri (martedì 8 luglio) è arrivata la nuova documentazione in risposta al preavviso di diniego in vista della prossima conferenza dei servizi, convocata per lunedì 14 luglio. Il Comune di Porcari, che già nella seduta del 18 giugno aveva sollevato forti dubbi sulla reale sostenibilità industriale del progetto, torna a ribadire la propria posizione. E lo fa, ancora una volta, con un interrogativo preciso: “Se davvero quella cellulosa è così riutilizzabile, perché nessuna azienda del distretto cartario della Piana di Lucca ha firmato un contratto per acquistarla?”.

“Non stiamo parlando di un distretto qualunque – sottolinea l’amministrazione comunale – ma di uno dei poli cartari più avanzati d’Europa, un sistema industriale che da anni investe sull’innovazione e sulla tecnologia. È strano, allora, che nemmeno un grammo di quella cellulosa trovi spazio in questo mercato. Davvero strano. È come se un’industria che produce pneumatici a Maranello non si proponesse alla Ferrari per venderli. Non riusciamo proprio a spiegarci il motivo per cui RetiAmbiente non abbia intavolato relazioni con le industrie cartarie della Piana, ci sembra veramente troppo strano”.

“Nel materiale pervenuto ieri, infatti, non compare nemmeno una lettera d’intenti, nessuna manifestazione d’interesse, nessun accordo commerciale con aziende del settore tissue del territorio. Ma cosa ancor più grave – insiste la maggioranza porcarese – è che non è stato prodotto nemmeno un contratto d’acquisto, con nessuna azienda, nemmeno di fuori dalla Toscana. Solo dei contratti sarebbero atti concreti nel piano industriale: le lettere d’intenti non hanno alcun valore, sono mere dichiarazioni senza alcun obbligo per impegni futuri”.

“E pensare – sottolinea il Comune di Porcari – che se non avessimo sollevato tutti i nostri dubbi in conferenza dei servizi, a quest’ora l’impianto sarebbe già autorizzato. Ma su cosa? Su una tecnologia brevettata ieri, e su un prodotto che nessuno vuole?”.

“Un impianto pensato per il recupero di materia, se non ha un mercato reale per quella materia, è un impianto che produrrà rifiuti. Dove finiranno? In discarica? All’inceneritore? E chi pagherà? – continua a chiedersi la Giunta di Porcari -. I cittadini, attraverso le tariffe. È questo il modello che vogliamo? È questo che intendiamo per economia circolare?”

“Non possiamo permetterci – conclude l’amministrazione porcarese – di costruire oggi un impianto su promesse vaghe, tecnologie appena sperimentate e materiali senza mercato. Meglio aspettare soluzioni vere, sicure e sostenibili. Nell’interesse dell’ambiente, del territorio e delle tasche dei cittadini”.