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Emozioni a Minucciano per la piazza in onore ai caduti dell’Arma dei carabinieri

Autorità civili e militari a Rimessa di Agliano per la cerimonia. Ricordate le figure di Fregosi, Guazzelli, Battaglini e Bechelliv

Questa mattina (13 luglio) il comune di Minucciano ha vissuto un evento dai grandi contenuti emotivi ed evocativi.

Alle 11 in località Rimessa di Agliano, affacciata a ridosso della splendida cornice naturale della valle che ospita il lago della frazione di Gramolazzo, si è celebrata la cerimonia d’intitolazione di una piazza in onore ai caduti dell’Arma dei carabinieri, con la posa di un memoriale marmoreo in onore e memoria ai caduti dell’Arma di tutte le epoche.

L’iniziativa, che nasce da un pensiero della locale Sezione nazionale dei carabinieri presieduta da Pietro Paladini, nella sua genesi era stata condivisa con la popolazione del comune apuano, quindi proposta al comandante della compagnia carabinieri di Castelnuovo di Garfagnana maggiore Biagio Oddo ed al sindaco di Minucciano avvocato Nicola Poli. Da qui l’abbraccio entusiastico dell’idea e la delibera di un finanziamento del progetto che ha consentito di avere nel proprio territorio una piazza in cui evocare i sentimenti di memoria e di riconoscenza nei confronti di tutti quei carabinieri che hanno sacrificato la propria vita per il bene della collettività, alcuni dei quali anche originari di queste terre.

Alla celebrazione, oltre al primo cittadino ed ai rappresentanti dell’amministrazione locale, hanno partecipato le autorità civili e militari della Garfagnana nonché della provincia tra le quali il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Arturo Sessa, il viceprefetto Michele Capozza, il comandante della stradale di Bagni di Lucca, tenente Alessandro Cinquini del corpo militare della Croce Rossa di Lucca, le associazioni del territorio e le sezioni Anc di altri comuni lucchesi, il tutto alla commovente presenza dei familiari di quattro carabinieri originari di queste terre caduti in servizio, il cui sacrificio è stato ricordato durante la cerimonia.

Si tratta del sottotenente medaglia d’pro di vittima del terrorismo Enzo Fregosi, nato alla Spezia, ucciso nell’attentato di Nassiriya il 12 novembre 2002; del maresciallo maggiore medaglia d’oro al valor civile Giuliano Guazzelli, di Gallicano, ucciso dalla mafia ad Agrigento il 4 aprile 1992; del maresciallo ordinario medaglia d’oro al valor civile Vittorio Battaglini, di Casola in Lunigiana, ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 21 novembre 1979; del vocebrigadiere Claudio Bechelli, vittima del dovere, ucciso in servizio a Masone il 17 novembre 1979. Ad evocare e sottolineare lo spirito dell’iniziativa sono stati gli interventi in apertura del sindaco Nicola Poli, del consigliere regionale Mario Puppa ed in chiusura del colonnello Arturo Sessa.

Ricordati inoltre il maresciallo Stefano Bitti ed il brigadiere capo Giuseppe Liberati, presenti i loro familiari.

La cerimonia è stata accompagnata dalla cornice sonora della fanfara della scuola marescialli e carabinieri di Firenze. Al termine, dopo la benedizione di don Giovanni Grassi, i presenti hanno potuto assistere ad un lancio di pubblico spettacolo eseguito dai militari della sezione di paracadutismo sportivo del primo Reggimento carabinieri Tuscania di Livorno.

Una particolare menzione merita il monumento marmoreo, memoriale ai caduti, realizzato dall’artista Domenico Ludovico che all’evento è stato accompagnato da Mariateresa Sacchi, la gallerista che organizza le sue mostre in Italia e all’estero, giunta appositamente dalla sua residenza londinese. Si tratta di un’opera in cui il maestro, pur nelle forme e nei contenuti artistici prettamente contemporanei, è riuscito a conservare integri i valori tradizionali e le motivazioni etiche degli uomini dell’Arma, tra cui, e soprattutto, la vicinanza alla bandiera, il sacrificio e l’interazione emotiva con la popolazione con cui sono condivisi oltre due secoli di storia.

Fondamentale per la realizzazione del memoriale l’intimo apporto conoscitivo che l’artista ha voluto attingere in questi mesi di lavoro dall’assiduo confronto con il comandante della stazione maresciallo ordinario Vittorio Conti, che nella cerimonia ha letto la preghiera del carabiniere, e dal comandante della compagnia maggiore Biagio Oddo, che ha diretto la cerimonia militare ed ha composto i versi incisi alla base del monumento.