La mobilitazione
|Sovraffollamento e aggressioni al San Giorgio, la polizia penitenziaria dichiara lo stato di agitazione
Le sigle sindacali lamentano “ripetuti tentativi di sopraffazione nei confronti del personale” e un senso di impunità diffusa
Si alza il livello di protesta della polizia penitenziaria per la situazione nel carcere San Giorgio di Lucca. Le organizzazioni sindacali Sappe, Sinappe, Osapp, Uil Pa – PP e Fsn – Cisl hanno dichiarato lo stato di agitazione con una lettera al provedditore regionale per l’amministrazione penitenziara di Toscana e Umbria dopo l’episodio di aggressione di ieri (23 luglio).
“Si registrano – spiegano i sindacati – quotidianamente gravi atti di protesta – quali la battitura sui blindi e il rifiuto della chiusura nelle camere di pernottamento – che compromettono seriamente l’ordine e la sicurezza dell’istituto. A ciò si aggiungono ripetuti tentativi di sopraffazione e aggressione nei confronti del personale, tutti debitamente documentati attraverso relazioni di servizio e annotazioni nel corrispettivo sistema degli eventi critici. In alcuni casi, tali episodi hanno comportato il ricorso alle cure del pronto soccorso da parte di poliziotti aggrediti”.
“È ormai evidente che i detenuti, forti di un diffuso senso di impunità e di un numero consistente – dicono – agiscono in maniera coordinata, sostenendosi reciprocamente nelle loro pretestuose rivendicazioni. Tali condotte, spesso pianificate, risultano difficili da contenere e vengono promosse da figure carismatiche che esercitano un controllo occulto e persuasivo sulla popolazione detenuta. Si segnala, in particolare, la presenza di un soggetto destinatario di provvedimento ex articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, che l’istituto di Lucca non è strutturalmente in grado di gestire in modo efficace, non disponendo di un reparto idoneo all’isolamento e all’interruzione della socializzazione con altri detenuti”.
Alla luce di questo le organizzazioni sindacali “rinnovano con urgenza la richiesta di immediato allontanamento dei detenuti trasferiti per motivi di ordine e sicurezza. Nel contempo, proclamano lo stato di agitazione e si riservano di attivare ulteriori strumenti di tutela sindacale. Nella speranza che questo increscioso stato trovi al più presto una soluzione – anche a tutela degli operatori, che quotidianamente affrontano con abnegazione un crescente senso di sconforto, impotenza e abbandono – i sindacati invitano l’amministrazione penitenziari a recarsi con urgenza in visita all’istituto di Lucca, per constatare personalmente l’impossibilità gestionale di tale tipologia di detenuti, peraltro, provenienti da istituti di primo livello”.
Sul tema entra nel dettaglio il sindacato Uilpa, dopo l’allarme lanciato ieri dalla Osapp.
“Denunciamo con forza l’ennesimo episodio di violenza verificatosi alla casa circondariale di Lucca – dice il sindacato Uilpa di Lucca per bocca dei segretari territoriali Fabio Sorrentino e Lucio Reno – dove un agente è stato aggredito da un detenuto durante il proprio servizio. Si tratta della quarta aggressione ai danni del personale nel solo mese di luglio. Un dato allarmante, che evidenzia il gravissimo stato di insicurezza in cui versa l’istituto penitenziario lucchese, mettendo quotidianamente a rischio l’incolumità fisica e psicologica delle donne e degli uomini in divisa”.
“La situazione è ormai fuori controllo – dice UilPa – da tempo segnaliamo un progressivo deterioramento dell’ordine interno, alimentato da una presenza detentiva sempre più problematica e da un crescente senso di impunità diffuso tra i reclusi. A peggiorare il quadro concorrono due fattori determinanti: la presenza di detenuti particolarmente pericolosi, il sovraffollamento cronico (con una popolazione detenuta quasi doppia rispetto alla capienza regolamentare) e la grave carenza di personale, che costringe gli agenti in servizio a turni estenuanti e alla gestione simultanea di più settori operativi; l’assenza di un comandante titolare, che priva l’istituto di una guida operativa stabile e autorevole, fondamentale per garantire coesione e prontezza nelle situazioni critiche”.
“Alla luce di questi eventi, abbiamo proclamato lo stato di agitazione del personale – dicono – e rinnoviamo con fermezza la richiesta di interventi urgenti da parte dell’amministrazione centrale: l’immediato trasferimento dei detenuti facinorosi; il potenziamento dell’organico in tempi brevi; la sostituzione dell’attuale dirigente in missione con un dirigente presente quotidianamente in istituto, in attesa che il comandante effettivo – attualmente assegnato ma ancora in tirocinio – assuma pienamente le proprie funzioni”.
“L’amministrazione non può più ignorare – concludono – quanto sta accadendo a Lucca. Il personale è stremato, abbandonato e costretto a lavorare in condizioni inaccettabili, in un contesto dove la sicurezza è ormai un lontano ricordo. Infine, rivolgiamo i nostri sinceri auguri di pronta guarigione ai colleghi rimasti feriti, con la speranza che quello accaduto oggi sia l’ultimo episodio di violenza da registrare all’interno della struttura lucchese”.


