Rifiuti, degrado e via vai sospetto nella casa vicino alle mura: sgomberate 13 persone che l’avevano occupata
E’ in corso la messa in sicurezza
La polizia di Stato di Lucca sta eseguendo la messa in sicurezza di un immobile in via Matteo Trenta a Lucca. L’immobile era stato oggetto di esposto per la presenza di stranieri in condizioni igieniche precarie e, dopo la dichiarazione di inagibilità da parte dei vigili del fuoco, oggi 1 agosto polizia di Stato e polizia municipale sono impegnati in un’operazione congiunta.
Nell’immobile si trovano 13 persone le cui posizioni sono al momento in fase di accertamento.

All’interno dell’abitazione di via Matteo Trenta sono state trovate condizioni igieniche e sanitarie molto precarie, una discarica abusiva nel giardino e segni di incendi all’interno di una carriola, forse usata come braciere.
E’ questa la situazione che si sono trovati davanti gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia locale, stamani (1 agosto) nel mentre procedevano allo sgombero di un’abitazione in via Matteo Trenta, a poche centinaia di metri da Campo di Marte.
All’interno sono state trovate 13 persone che occupavano la casa senza averne nessun titolo, come sottolineano gli avvocati dei due fratelli titolari dell’appartamento, Chiara Cozzani ed Edoardo Marco Andrea Piva.

“Tutto nasce da un precedente diritto di usufrutto sull’abitazione della madre di uno degli occupanti (attualmente in carcere) – spiegano l’avvocata Cozzani e il collega Piva -. L’uomo è venuto ad abitare qua con la madre, poi lei è morta e lui ha proseguito a rimanere qui, senza avere alcun titolo per farlo. Sono stati fatti diversi tentativi di allontanarlo, anche con una causa civile la cui udienza si sarebbe dovuta svolgere il prossimo ottobre. Nel frattempo però ci sono state delle denunce dai vicini, poi abbiamo saputo dal Commissario che all’interno dell’appartamento c’erano più occupanti, cittadini magrebini, tunisini, non so esattamente”.
L’immobile è composto da due appartamenti separati, quello occupato è di oltre 150 metri quadri, si sviluppa su tre piani, il piano terra parzialmente condiviso con l’appartamento al piano superiore, il primo piano e il secondo piano, in cui abita un’altra famiglia, composta da tre persone, padre, madre e figlia minorenne.

“Nel frattempo l’immobile era diventato inabitabile, c’era una perdita di gas, scale distrutte, si erano collegati al quadro dell’Enel, avevano manomesso i contatori, oltre ad una discarica abusiva in giardino – proseguono i due avvocati -. Ci sono state le segnalazioni del vicinato, perché nell’immobile, nell’appartamento sopra, abita una famiglia di tre persone che ha dovuto sopportare questa situazione. Non sappiamo quando sono arrivate queste altre persone, l’abbiamo saputo due settimane fa”.
“Queste persone dichiarano di aver pagato 150 euro a testa al mese al figlio che era rimasto dopo la morte della madre, mentre lui dichiara che i soldi gli erano stati promessi ma di non averli mai ricevuti. Noi non lo sappiamo. Sono stati anche appiccati degli incendi”.

Ed è evidente perché all’interno di una carriola ritrovata in giardino ci sono segni di incendi e cenere. Ad ottobre poi erano stati lanciati dalle finestre oggetti e arredi interni, che hanno danneggiato gli scalini della porta d’ingresso. “Ovviamente ringraziamo le forze dell’ordine per l’intervento che è stato fatto stamani (1 agosto) – concludono gli avvocati -, se non fosse stato per loro la situazione non sarebbe cambiata”.

A portare a termine le operazioni di sgombero sono stati agenti della Polizia di Stato e della Polizia locale, con l’ausilio di unità cinofile, per controllare la presenza di sostanze stupefacenti all’interno dell’abitazione. A coordinare l’operazione il Commissario Roberto Femia che dirige il servizio Volanti della Questura: “Si era creata una situazione di illegalità diffusa, che arrecava danno, sia agli inquilini del piano e di sopra, sia a tutto il vicinato. Questo perché c’era un alto numero di cittadini extracomunitari che dormivano in un spazio ridottissimo.C’era un via vai a tutte le ore del giorno e della notte, hanno fatto degli abbruciamenti nel cortile. Quando ci siamo resi conto di questa situazione, siamo intervenuti, la prima volta per sanare la presenza di una bimba neonata, che era con la mamma, attraverso l’intervento dei servizi sociali, che è stata ospitata da una struttura idonea. In quell’occasione ci siamo resi conto delle condizioni della struttura, abbiamo chiesto l’intervento dei Vigili del fuoco, che hanno fatto una relazione di inagibilità. L’hanno inviata al sindaco ed il sindaco ha fatto un ordinanza di inagibilità”.
All’interno sono state trovate 13 persone, che dormivano anche per terra, in spazi ridottissimi.
“Hanno bypassato l’impianto elettrico – aggiunge il Commissario Femia -, avevano fatto un ponte sul contatore per riottenere l’energia elettrica, all’interno hanno fatto degli impianti volanti per servire tutte le stanze, c’era una fuga di gas accertata. Insomma c’era una situazione di illegalità diffusa che ci ha convinto ad intervenire”.
La presenza della madre e della figlia neonata è stata accertata 15 giorni fa.
“Siamo intervenuti il giorno dopo – dichiara il Commissario -, unitamente ai servizi sociali e alla Polizia Municipale. Avevamo già un luogo predisposto per accogliere la bimba di due mesi e la mamma. In quell’occasione siamo entrati in casa e ci siamo resi conto effettivamente della problematica che esisteva. Quello stesso giorno abbiamo fatto richiesta ai Vigili del fuoco per un intervento, siamo tornati con loro ed hanno eseguito un sopralluogo, hanno redatto una relazione e l’hanno inviato al sindaco, il sindaco ha fatto un ordinanza di inagibilità”.
Adesso la Questura effettuerà una serie di attività d’indagini per evidenziare la presenza di reati. L’interno dell’abitazione è stato controllato con i cani dell’unità cinofile della Polizia municipale. Anche i vicini sottolineano la presenza di molte persone e di un continuo via vai di biciclette.
“La situazione era veramente diventata insostenibile – dice una vicina ai nostri microfoni -. Un po’ per il continuo via vai di persone, diciamo abbastanza sospetto, e poi anche perché bruciavano i rifiuti e avevano dei comportamenti anche dal punto di vista igienico sanitario, abbastanza preoccupanti. Il giardino era diventato un po’ una cloaca a cielo aperto”.
“Devo dire che, grazie alla collaborazione di tutti gli abitanti della strada e alle forze dell’ordine – conclude la vicina -, siamo riusciti ad arrivare alla conclusione di questa situazione, che era diventata veramente insostenibile soprattutto per chi abitava sopra e anche per il proprietario. Una situazione che si protraeva almeno dall’inizio dell’anno”.
E’ stato trovato anche un buco nella rete sul retro del giardino, che conduce direttamente ai binari ferroviari. Prima di lasciare l’abitazione le forze dell’ordine si sono assicurate di murare completamente gli accessi all’appartamento del piano terra, per evitare che venga nuovamente occupato.



