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Odissea per ritrovare lo zaino smarrito dal noto avvocato internazionale Harley Levin

All’interno i passaporti per tornare a casa. Decisivi gli interventi Andrea Bocelli, Umberto Buratti e del Corpo Guardie di Città

Un viaggio da sogno in Italia, tra concerti, arte e amicizie illustri, ha rischiato di trasformarsi in un incubo per il celebre avvocato internazionale Harley Lewin, noto in tutto il mondo per aver rappresentato alcune delle più grandi icone dello spettacolo e della moda. Una dimenticanza, un piccolo gesto quotidiano come scendere da un treno, ha innescato una catena di eventi che ha tenuto col fiato sospeso lo stesso Lewin, la moglie e chi ha voluto aiutarli in una corsa contro il tempo per ritrovare ciò che mai avrebbe dovuto essere smarrito: i passaporti per tornare negli Stati Uniti.

Tutto ha inizio alle 14,30 di mercoledì (30 luglio) nella caotica e afosa Firenze, nella maestosa cornice della stazione di Santa Maria Novella. I coniugi Lewin, appena scesi dal treno che li riportava da un soggiorno in Toscana, si dirigono verso il loro hotel nel centro storico, carichi di valigie, emozioni e bei ricordi. Ma all’improvviso, l’attimo che gela il sangue: lo zainetto, con all’interno i passaporti, un computer portatile, gli AirPods wireless, documenti sensibili e oggetti personali, non è con loro. Era rimasto, dimenticato, sul treno. Nel cuore della città rinascimentale, inizia così un’odissea intrisa di panico, tensione e angoscia.

L’idea di non poter rientrare negli Stati Uniti, dove li attendevano impegni personali urgenti e inderogabili, fa sprofondare la coppia nell’ansia più profonda. In una mossa disperata, l’avvocato chiama Andrea Bocelli, amico fidato e compagno di momenti felici durante eventi esclusivi e concerti indimenticabili al Teatro del Silenzio di Lajatico.

Il celebre tenore, colpito dall’emergenza e dall’apprensione dei due amici, mobilita immediatamente la sua rete di contatti.
Attraverso la localizzazione degli AirPods, il dispositivo indica la presenza alla stazione ferroviaria di Pisa Centrale. Si attivano così le forze dell’ordine, la Polfer, l’ufficio oggetti smarriti del Comune di Pisa, ma il silenzio è assordante: nessuno ha visto nulla, nessuno ha segnalato quello zaino.

Un dettaglio che solleva interrogativi inquietanti: possibile che un oggetto incustodito su un treno non abbia destato alcun sospetto? In tempi così delicati, un bagaglio abbandonato potrebbe essere ben altro: un ordigno, una minaccia. Eppure, nulla. Come se lo zaino fosse scomparso nel nulla. Nel pieno della disperazione, entra in scena un altro alleato.

L’ex sindaco di Forte dei Marmi ed ex parlamentare Umberto Buratti riceve la richiesta di aiuto e, comprendendo la delicatezza della situazione, attiva ogni canale possibile. Uno di questi conduce a Mariano Bizzarri Ollandini, noto security manager e titolare del Corpo Guardie di Città. Ricevute le coordinate, Ollandini coinvolge una squadra speciale di guardie, altamente preparate, coordinate dal direttore tecnico Federico Grossi.

L’operazione ha del cinematografico. In poche ore, lo zaino viene localizzato: si trova in un ufficio del deposito treni in via Pisacane, a Pisa, dove era stato trasportato con altri oggetti rimasti a bordo dei treni che si erano fermati al deposito. Dopo il via libera con delega formale da parte dell’avvocato Harley Lewin, le Guardie di Città recuperano lo zaino, verificano l’integrità del contenuto e si mettono subito in viaggio verso Firenze. L’arrivo all’hotel è il culmine di una giornata da thriller.

I coniugi Lewin, visibilmente commossi, accolgono le Guardie con lacrime di gioia, stringono mani, abbracciano chi ha reso possibile quel piccolo miracolo. “Non dimenticheremo mai quello che l’Italia ha fatto per noi – avrebbe confidato Lewin – Qui non abbiamo trovato solo bellezza e cultura, ma anche un cuore grande, pronto a battere per chi ha bisogno”.

Quel gesto, quel semplice ma straordinario atto di solidarietà, ha riportato serenità in una coppia che, per qualche ora, ha toccato il fondo dell’impotenza. Un esempio concreto di come accoglienza, competenza e umanità possano fare la differenza, anche nel silenzioso dramma di uno zaino perduto. Alla fine, le Guardie di Città hanno potuto salutare i coniugi Lewin con un sorriso, consapevoli di aver scritto, in punta di cuore, una pagina bellissima di questa estate italiana. Una pagina in cui la solidarietà ha avuto il volto della professionalità, e il lieto fine il sapore autentico della speranza ritrovata.

“In quel momento, lo zaino ritrovato non era solo un oggetto. Era la chiave per tornare a casa, era la carezza di un paese che, anche nei suoi imprevisti, sa ancora abbracciare chi lo visita”, ha dichiarato Mariano Bizzarri Ollandini, security manager e titolare del Corpo Guardie di Città.

“Ma la cosa che mi ha commosso di più – ha aggiunto – è stato il messaggio che ci ha scritto oggi (1 agosto, ndr) l’avvocato Harley Lewin appena rientrato in America, attraverso la nostra chat aziendale di WhatsApp Business: ‘Thank You. Your assistance was excellent(Grazie. La vostra assistenza è stata eccellente)’. Una frase semplice, ma profondamente gratificante, che ci stimola a fare sempre meglio, a continuare a dare supporto e umanità. Perché, in fondo, anche nelle disavventure, è lì che anche noi del Corpo Guardie di Città dimostriamo ai turisti che l’Italia è un paese che sa prendersi cura dei suoi ospiti come se fossero figli da proteggere. E anche i coniugi Lewin porteranno con sé più di un ricordo italiano: la consapevolezza che, in un giorno di panico, l’Italia ha saputo esserci. Con il cuore, con la testa, con l’anima”.