L'allarme
|Incendio alla Relife Recycling, è ancora attesa per i risultati delle analisi di Arpat
L’agenzia all’indomani del rogo ha prelevato tre campioni di suolo e di vegetali e un campione di acqua superficiale
Per i risultati delle analisi ci sarà ancora da attendere. Intanto, sull’incendio allo stabilimento della Relife Recycling di via Salanetti a Capannori, Arpat fornisce le prime informazioni, a partire dal fatto che i sopralluoghi sono stati due: uno nell’immediatezza dell’evento, l’altro il giorno dopo. Differenti quindi anche i campionamenti.
I tecnici di dipartimento Arpat di Lucca sono arrivati allo stabilimento quando “l’incendio era in fase finale di spegnimento e aveva interessato materiali misti (plastiche, tessili, imbottiture e altro), riconducibili al sovvallo dei rifiuti ingombranti. I vigili del fuoco stavano provvedendo all’estrazione del materiale dal capannone, con deposito su piazzale e irrorazione con acqua per contenere la combustione”.
“L’incendio – prosegue Arpat – sviluppatosi all’interno del capannone è rimasto contenuto al suo interno come anche il fumo, che tendeva a fuoriuscire dalle finestre del locale. La colonna di fumo si è inizialmente sviluppata verticalmente, spostandosi successivamente verso sud e ovest: la copertura del capannone (fibrocemento e lamiera) non presentava lesioni visibili, le acque di spegnimento sono state convogliate nella rete fognaria diretta al depuratore di Porcari”.
Considerata la persistenza delle operazioni di spegnimento e la diffusione dei fumi, Arpat ha sospeso temporaneamente gli accertamenti suk sito, programmando per il giorno successivo ulteriori campionamenti ambientali mirati nelle aree potenzialmente interessate dalla ricaduta. Nel frattempo, il Comune di Capannori ha emanato un’ordinanza, invitando i cittadini a mantenere alcuni comportamenti di cautela.
Il giorno successivo i tecnici di Arpat hanno effettuato un ulteriore sopralluogo per prelevare tre campioni di suolo e tre di vegetali oltre ad un campione di acqua superficiale per la verifica dell’eventuale ricaduta di microinquinanti nelle zone identificate come maggiormente interessate dalla ricaduta dei fumi dell’incendio.


