Tre anni di foglio di via da Pietrasanta perché urla ‘Palestina libera, governo complice’ alla Versiliana
L’episodio durante l’incontro con Salvini. Cobas e Pci solidali con Guido Viero: “Così si punisce il dissenso”
La confederazione Cobas della provincia di Lucca esprime piena solidarietà a Guido Viero, colpito da un provvedimento di allontanamento di tre anni dal Comune di Pietrasanta. La sua colpa? Aver espresso il proprio pensiero all’incontro alla Versiliana con Matteo Salvini dell’ 11 agosto, dicendo: Palestina libera, governo complice del genocidio.
“Parole forti? Sì. Ma vere – commentano i Cobas – E, soprattutto, legittime. Una semplice manifestazione di dissenso – una bandiera palestinese, una frase – diventa rumorosa contestazione e viene trasformata in pericolo per la sicurezza da chi dovrebbe invece garantire il diritto a esprimersi liberamente. Questo non è ordine pubblico: è repressione. È censura. È una vergognosa punizione politica mascherata da provvedimento amministrativo. Questo clima repressivo non è un’eccezione: è parte integrante della strategia del governo Meloni, che con i Decreti Sicurezza ha costruito un impianto normativo pensato per colpire chi dissente, chi manifesta, chi alza la voce. Uno Stato che invece di proteggere il diritto al dissenso, lo criminalizza, mostra solo la propria debolezza e paura. In un paese in cui la sede romana di Casa Pound – occupata dal 2003- resta intoccabile mentre centri sociali come il Leoncavallo vengono chiusi, chi osa contestare il potere viene trattato come un problema da rimuovere. È il manuale base dell’autoritarismo. Lo conosciamo bene. E non lo accettiamo”.
“Guido Viero è una coscienza libera, una voce scomoda. Una di quelle voci che la nostra Costituzione, con l’articolo 21, dovrebbe tutelare, non zittire. Colpirlo significa colpire tutti noi, cittadini liberi e pensanti. Tutti quelli che ogni giorno resistono, costruiscono pensiero critico, rifiutano il silenzio imposto. Ci chiediamo: è questa la democrazia nata dalla Resistenza? Una democrazia che allontana chi dissente? Chi governa non ha il diritto di proteggersi dal dissenso: ha il dovere di ascoltarlo. Chiediamo l’immediato ritiro di questo provvedimento ridicolo e pericoloso. Ma chiediamo anche che si avvii una riflessione politica e pubblica: sulla libertà, sul diritto al dissenso, sulla complicità del nostro governo di fronte al genocidio in Palestina. Ciò che accade a Guido non è un caso isolato: è parte di un clima repressivo alimentato dall’alto e legalizzato da norme che vanno cancellate. Se dire la verità diventa un problema allora il problema riguarda la democrazia”.
Anche la segreteria del Pci, Federazione Lucca-Versilia esprime la propria solidarietà a Guido Viero. “Avvertiamo una grave preoccupazione per la lettura che del suo gesto è stata dalla questura di Lucca, come se esternare un proprio pensiero in testimonianza di un’esigenza di pace fosse un crimine e come tale dovesse essere trattato. Sembra che venga meno il principio democratico secondo cui ognuno è libero di esprimere il proprio dissenso, anche di fronte e nei confronti di esponenti del governo in carica. Così come preoccupa il clima che si sta diffondendo nel paese a seguito e per effetto di leggi che anziché favorire il dialogo e il confronto puniscono il dissenso come reato, anche quando questo avvenga nelle forme più pacifiche”.
“Riteniamo – conclude – che la misura adottata sia sproporzionata e preoccupante; auspichiamo che in nome dei principi di libertà di espressione garantiti dalla Costituzione italiana, ai quali tutti devono rispetto, tutte le forze democratiche ed antifasciste si mobilitino perché ad ogni cittadino e cittadina sia consentito il diritto di espressione del libero pensiero. L’occasione ci consente di esprimere ancora una volta la nostra vicinanza al popolo palestinese e la condanna più ferma nei confronti della barbarie in atto, che avviene, tranne rare eccezioni, sotto gli occhi complici dei governi occidentali”.
“L’Anpi conosce le radici del fascismo e le combatte tutte – dice il presidente Anpi, Romano Zipolini – E conosce i suoi frutti malefici. Ogni svolta autoritaria inizia sempre con la repressione del dissenso. Lo Stato, nato dalla Resistenza, tutela il dissenso, non lo reprime. Ne’ lo Stato può permettersi vendetta. E vendetta appare la sanzione di un foglio di via obbligatorio di tre anni! Piena solidarietà a Guido Viero, “reo” di aver gridato: “Palestina libera. Governo complice del genocidio”. Si possono avere diversi modi di intendere le complicità nel genocidio in atto, ma non sono tollerabili repressioni di qualsiasi forma di dissenso”.


