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Carabinieri e Asl Toscana nord ovest, sinergia per promuovere gli screening oncologici

Un elevato numero di militari ha già aderito alla campagna e ha accettato anche di prestarsi a un ruolo di testimonial per la comunità

Un’alleanza all’insegna della prevenzione tra l’Arma dei Carabinieri e l’azienda Usl Toscana nord ovest.

È quella che è nata ufficialmente grazie ad un incontro che si è svolto oggi (8 settembre) nella sede del comando dei carabinieri di Lucca in Cortile degli Svizzeri, alla presenza di molti militari e dei professionisti dell’Asl che si occupano di screening oncologici. Questi ultimi hanno evidenziato l’importanza di aderire alle campagne in corso, che partono dal principio generale che la diagnosi precoce consente di individuare lesioni anche di piccole dimensioni e quindi di intervenire tempestivamente, migliorando significativamente le possibilità di guarigione.

Si è parlato in maniera specifica dello screening del colon retto per la prevenzione del tumore all’intestino, uno dei tre programmi gratuiti offerti alla cittadinanza, in questo caso anche maschile, che è quello che fa registrare (non solo a Lucca) la percentuale di adesione più bassa.
Un elevato numero di carabinieri del comando provinciale e delle stazioni distribuite in maniera capillare su tutto il territorio lucchese, appartenenti alle fasce d’età previste dai protocolli sanitari, ha già aderito alla campagna e ha accettato anche di prestarsi a un ruolo di testimonial nei confronti dell’intera comunità lucchese.

A introdurre l’incontro è stato il comandante della compagnia carabinieri di Lucca, tenente colonnello Andrea Cassarà, il quale ha evidenziato la rilevanza dell’iniziativa e ha ringraziato gli operatori Asl per la disponibilità e la collaborazione e i carabinieri per la loro adesione, che denota notevole senso civico. La lotta ai tumori passa infatti dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce e l’Arma dei carabinieri scende in campo con un’iniziativa concreta. L’obiettivo non è solo quello, già molto importante, della tutela della salute individuale, ma anche quello della promozione di una cultura della prevenzione che possa diventare esempio per la collettività.

La direttrice della struttura aziendale Screening dell’Asl Toscana nord ovest Lidia Di Stefano ha evidenziato nel corso dell’incontro che l’importanza della prevenzione è testimoniata da tantissimi studi scientifici. Essa consente da un lato di ridurre l’incidenza delle malattie e la loro mortalità e dall’altra favorisce il mantenimento del benessere e della qualità della vita.

Le forme tumorali che si avvalgono di campagne consolidate di screening sono, oltre a quello del colon retto, il tumore della cervice uterina e il tumore della mammella.

Fare prevenzione significa offrire percorsi di salute che mirano a preservarla, per le istituzioni sanitarie è un dovere offrirla e per ogni cittadino dovrebbe essere un dovere responsabile aderire. Molti però non lo fanno per paura del risultato dello screening e qui è possibile rassicurare: chi ha un esito positivo a un test, non necessariamente ha il tumore. La positività indica solo che è stato rilevato un qualcosa di diverso dal normale che necessita di essere approfondito.

Anche laddove la positività dovesse essere confermata è bene sottolineare che siamo nella fase della diagnosi precoce, che nella maggior parte dei casi è collegata ad ampi margini di ritorno alla normalità con pochi mirati interventi.  Si tratta sempre di test condotti su soggetti asintomatici appartenenti a fasce più o meno ampie di popolazione aventi lo scopo di individuare una malattia o suoi precursori prima che si manifestino segni o sintomi di una certa patologia. I test di screening sono semplici, gratuiti, non invasivi, indolori o solo leggermente fastidiosi, indagano inoltre su tumori altamente diffusi nella popolazione, che hanno una lenta progressione e per i quali esistono terapie efficaci e una prognosi favorevole. A fronte dell’impiego di un po’ del proprio tempo, è possibile intercettare una lesione precancerosa o una lesione tumorale in stadio iniziale oggi, che significa evitare un tumore certo domani, con tutte le conseguenze invalidanti e nefaste di una forma tumorale invasiva.

Il responsabile clinico dell’azienda Usl Toscana nord ovest dello screening del colon retto Giovanni Finucci è entrato più nello specifico, ricordando che questo test, rivolto a uomini e donne di età compresa tra 50 e 69 anni, consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci fatto su una sola provetta, con richiamo biennale. La persona che riceve l’invito può recarsi a prendere la provetta (anche in una farmacia), per poi riconsegnare il campione in una delle sedi presenti nel proprio territorio e indicate nella lettera d’invito. Si tratta di un test semplice da fare e assolutamente innocuo.

Finucci ha ribadito l’importanza di aderire a questo screening perché consente di evitare malattie altamente invalidanti. Nei casi di positività al test di screening colon retto, viene effettuata una colonscopia, che consente di rimuovere tutte quelle lesioni precancerose che se lasciate a sé stesse, possono nel tempo progredire e culminare nel tumore.

L’Asl Toscana nord ovest è stata inoltre la prima – ha fatto presente sempre Finucci – ad approvare un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (A) per rendere “green” il percorso dello screening del tumore al colon retto, con un’attenzione specifica alla sostenibilità ambientale ed ecologica.

Il direttore dell’ospedale San Luca di Lucca Francesco Puggelli ha messo in evidenza l’importanza della prevenzione, che permette di evitare che molte persone debbano ricorrere a percorsi di cura importanti, anche se i progressi della medicina, in campo oncologico, sono stati davvero rilevanti negli ultimi anni.  Però, dover curare pazienti per i quali ci sarebbe stata una possibilità di prevenzione è comunque un’occasione persa. Da non sottovalutare che fare prevenzione ha un impatto positivo anche sui costi del servizio sanitario nazionale favorendo lo spostamento di risorse dalla cura alla prevenzione stessa.

Puggelli ha ricordato che il problema di fondo è che ognuno pensa di poter “posticipare”, si interviene solo di fronte a un’urgenza. In realtà si dovrebbe sempre prevenire. La missione dell’azienda sanitaria è poi proprio quella di fornire ai cittadini tutti gli strumenti disponibili per tutelare la propria salute.

Tutti i rappresentanti dell’Asl hanno ringraziato sentitamente l’Arma dei Carabinieri e in particolare il comando di Lucca e hanno sottolineato che giornate come quella di oggi (8 settembre) rappresentano un potente messaggio di sensibilizzazione: prendersi cura di sé è un dovere, ma anche un diritto. E quando prevenzione fa rima con solidarietà, la salute diventa una missione condivisa