Il salvataggio
|Anziano di 70 anni si perde nel bosco di Boveglio e viene ritrovato da abitanti del luogo
L’uomo con tre amici aveva deciso di andare a funghi nella zona ma dalla mattina aveva fatto perdere le proprie tracce
Un uomo di 70 anni si perde nei boschi di Boveglio, nel comune di Villa Basilica e vaga nella vegetazione per molte ore prima di essere soccorso da due abitanti del luogo.
Le piogge di questi ultimi giorni hanno portato ad una rapida crescita dei funghi porcini ed è facile trovarli nelle zone più boschive della provincia, Garfagnana, Mediavalle e la zona delle Pizzorne. Rapidamente la notizia si è diffusa e molti fungaioli si sono spostati alla ricerca nella nostra provincia. Tra di loro ci sono persone esperte che conoscono le zone e anche improvvisati alla prima esperienza. Ma se non si conoscono bene il luogo in cui ci si reca, è difficile avvistare dei funghi, in molti casi poi, camminare nei boschi può essere pericoloso ed è facile perdersi.

È quello che è successo ieri (9 settembre) a tre anziani signori empolesi che avevano scelto la zona di Boveglio per la ricerca di funghi. I tre si erano separati intorno alle 10 della mattina e uno di loro era sparito e risultava irraggiungibile al telefono. Gli altri due spaventati avevano iniziato a chiamare a gran voce il nome di ‘Andrea’. Ad accorgersi che qualcosa non andava alcuni abitanti della zona che abitano al limitare del bosco. Una di queste era Irene Peluso, criminologa lucchese: “Abito a Boveglio e ieri (9 settembre), stavo andando a salutare il mio vicino di casa che abita accanto al bosco. Lo trovo molto preoccupato, perché dalla mattina sente chiamare ‘Andrea’ da dentro il bosco. Lui ha problemi all’anca e non poteva intervenire da solo, io ho sentito le voci dal bosco e ho provato ad urlargli di rimando, per chiedere se erano in pericolo. Loro da lontano mi hanno fatto capire che avevano bisogno di aiuto e noi siamo partiti con la macchina e sulla strada abbiamo trovato due signori”.

I signori raccontano ai due soccorritori di aver perso le tracce del loro amico Andrea dalle 10 del mattino e a quel punto sono già le 16,30 di pomeriggio. Non riuscivano a contattarlo neanche telefonicamente, l’unica volta che aveva risposto diceva di essere in un punto, ma lì non era stato trovato.
“Abbiamo deciso di dividerci, siamo andati in direzione del punto indicato da ‘Andrea’ l’ultima volta che lo avevano sentito, ma utilizzando la strada per arrivare il più vicino possibile in linea d’aria – prosegue nel racconto Irene Peluso -. Appena arrivati sento un voce molto lontana immersa nel bosco e nella vegetazione. Piano piano cerco di avvicinarmi e il rumore diventa quasi un ululato, che sento spostarsi. Abbiamo dovuto farci largo tra i rovi schiacciando le piante, in salita, sul ciglio di un canalone. A quel punto siamo riusciti a raggiungerlo,era nel panico camminava a vuoto da ore ed era scivolato e caduto più volte. Lo abbiamo soccorso e per fortuna anche se spaventato si trovava in buone condizioni. Erano già stati allertati i soccorsi, ma quando sono arrivati i vigili del fuoco, lo avevamo già trovato”.

“Non è la prima volta che ritrovo qualcuno che si era perso nei boschi – conclude Peluso -, un annetto fa capitò con un uomo ancora più anziano. Negli ultimi giorni la quantità di persone che si riversa nei boschi alla ricerca dei funghi è aumentata notevolmente. Devastano le poggiate, rastrellano e hanno poco rispetto, molti sono improvvisati, si notano subito perché hanno il vestiario inadeguato, vestiario e calzari fanno il 50 per cento della sicurezza. Ci vuole un abbigliamento a strati, maniche lunghe tirate su, con giacca robusta, scarponi alti, grossi, legati stretti, con suola idonea al luogo. Bisogna stare attenti alle vipere, ci voglio dei calzini pesanti e bisogno tirarli su, ci vuole anche un bastone per tenere meglio l’equilibrio e valutare la sicurezza di dove mettere le mani quando troviamo i funghi. Oggi poi ci sono i gps e le applicazioni, però anche queste bisogna saperle usare”.


