Spaccio a cielo aperto alla stazione anche a clienti minorenni: cinque in carcere
Il Gip ha disposto in tutto 7 misure cautelari fra cui due divieti di dimora sulla base delle responsabilità. Chiuso 30 giorni un noto kebab
La polizia ha smantellato una zona di spaccio della stazione di Lucca.
La Squadra mobile ha dato esecuzione oggi (25 settembre) a sette misure cautelari per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti a carico un nutrito gruppo di spacciatori di origine maghrebina che aveva creato un mercato a cielo aperto nei pressi della stazione, frequentato anche da minorenni.
L’indagine della Squadra mobile ha preso origine da numerose segnalazioni da parte di privati cittadini che hanno evidenziato la presenza a Lucca, nella zona della stazione ferroviaria, di un nutrito gruppo di maghrebini dediti allo spaccio di stupefacenti. Il luogo a causa dei lavori di ristrutturazione, le cui impalcature e transenne offrivano angoli parzialmente nascosti, permetteva agli spacciatori di agire indisturbati.
Questi, anche con la partecipazione di vedette, sfruttavano il continuo via vai dei viaggiatori, per confondersi tra la folla e ampliare il bacino dei clienti che annoverava anche giovanissimi.
La complessa attività investigativa, effettuata anche attraverso una lunga serie di servizi osservazione e che ha visto anche la collaborazione della polizia municipale Nucleo sicurezza urbana e unità cinofili, ha permesso di accertare lo spaccio di cocaina e hashish da parte di cittadini marocchini e tunisini anche nelle ore centrali della giornata, come se si trattasse di un mercato a cielo aperto. L’attività delittuosa conta un numero considerevole di clienti, anche di passaggio, che hanno confermato di aver ripetutamente acquistato stupefacente dagli indagati.
Grazie ai fatti accertati, la Divisione amministrativa della questura, ai sensi dell’articolo 100 Tulps, ha potuto sospendere, per trenta giorni, la licenza di un noto kebab sito in prossimità della Questura. Il locale era diventato luogo abituale di ritrovo e di scambi illeciti. Gli spacciatori, infatti, indicavano il suddetto kebab come punto di riferimento ai propri clienti, nascondendo la merce nei cestini dell’immondizia antistanti il locale.
All’esito dell’attività di indagine, è stato richiesto all0a. di disporre adeguata misura cautelare utile ad interrompere la condotta delittuosa che perdura ormai da oltre un anno. Pertanto il Gip del tribunale di Lucca ha emesso 7 ordinanze di misure cautelari cui è stata data esecuzione dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno sottoposto cinque stranieri alla custodia cautelare in carcere e due al divieto di dimora nel territorio della provincia di Lucca.
“Una condotta resa normale quella della droga – afferma la Magistrata Lucia Rugani -, senza considerare le ripercussioni che ha sui giovani, sia sulla salute che sui comportamenti. Questo è il tipico reato del magrebino, un lavoro per loro molto redditizio, motivato chiaramente da ragioni di guadagno. Non si considerano i danni, ma ci sono famiglie e famiglie completamente rovinate”.
“Il fenomeno del consumo degli stupefacenti è continuo, frequente in tutti gli ambienti, sia di città che di campagna. Ovviamente si formano dei luoghi di vendita che evolvono in base alle situazioni. Polizia e Carabinieri – specifica Rugani – seguono questa evoluzione, anche le strategie di vendita. In certi momenti si nascondono nella boscaglia e poi al contatto telefonico fanno le consegne in altri punti. In altri, vanno intorno a a dei bar e nei luoghi limitrofi avvengono gli scambi. A volte ancora fanno le consegne a domicilio o in luoghi convenuti e si relazionano sempre tramite messaggi. È un’attività che viene svolta ogni giorno quella dello spaccio, non c’è giorno di riposo, per soddisfare una domanda molto importante e viene fatta adeguandosi al contrasto che fanno le forze dell’ordine. Purtroppo è questa la situazione. Quando la domanda cesserà o diminuirà cesserà anche l’offerta e quindi la vendita. È tutto qui. È la domanda che crea l’offerta e siccome è un’occasione di lucro importante, è ovvio che ci si organizza in qualche modo per soddisfare la domanda e per ottenere vantaggi economici non indifferenti”.
“La stazione è vicina alla Questura – dice il questore di Lucca Edgardo Giobbi – ma facciamo un’attività sia riservata che di misura di prevenzione. La licenza, sospesa per 3o giorni, è unica per due. Nell’operazione abbiamo coinvolto la Polizia locale e l’unità cinofila, che per noi sono fondamentali”.
“Hashish e cocaina venduti anche a ragazzi di 13 anni e la stazione era un luogo noto per questo. Chi cercava droga – prosegue il commissario capo Rossana Di Laura, dirigente della Squadra Mobile – andava lì e tra questi moltissimi c’erano ragazzi, anche giovanissimi. La nostra è stata un’attività che ha consentito di far avere alla Procura un quadro probatorio importante. L’indagine durava da diversi mesi. Abbiamo documentato un centinaio di cessioni e sono stati identificati anche gli acquirenti. Molti di loro hanno detto tranquillamente che andavano lì perché sapevano di poter trovare le sostanze, che sostenevano di consumare abitualmente”.
“L’attività di spaccio veniva notata dai comuni cittadini e veniva osservata anche da noi. L’attività investigativa – aggiunge Di Laura – richiede necessariamente l’acquisizione di elementi probatori che possono poi reggere e sostenere una richiesta di misura cautelare, quindi poi al termine dell’indagine riusciamo a ottenere l’adozione di misure cautelari. Noi lavoravamo dietro le quinte, ovviamente insieme all’attività di prevenzione che veniva svolta anche dagli altri uffici preposti. Le indagini hanno consentito di rilevare che i responsabili di questa attività di spaccio come punto di ritrovo utilizzavano il kebab vicino alla stazione e, inoltre, nascondevano la sostanza stupefacente all’interno di cestini della spazzatura, ubicati nella vicinanza del locale. Per questo motivo è stata adottata la misura di natura amministrativa della sospensione della licenza per 30 giorni. Rileviamo che la domanda di sostane stupefacenti, da quanto emerge dai dati, è sempre in crescita e anche da parte di ragazzi molto giovani. È chiaro che noi siamo sempre molto attenti a quello che accade, non solo in prossimità della stazione ma anche in altri punti nevralgici, quindi continueremo ad agire anche in centro storico. Appena rileviamo situazioni di questo tipo interveniamo nell’immediatezza con l’ufficio prevenzione generale, ma nello stesso tempo emerge anche la parte investigativa e pertanto vengono poste in essere varie strategie di intervento, che sono in parte visibili al cittadino”.
“Teniamo costantemente sotto controllo la stazione – dichiara il dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, Roberto Femia – e continueremo a farlo per evitare che si radichino alcuni fenomeni, che se si radicano, poi non li combatti più”.
“Desidero esprimere il più sentito plauso e il pieno apprezzamento alla polizia e a tutti gli operatori coinvolti nell’importante operazione che ha portato allo smantellamento di una fiorente attività di spaccio nei pressi della stazione ferroviaria di Lucca”. Lo scrive in una nota il sindaco di Fabbriche di Vergemoli e candidato alle prossime elezioni regionali Michele Giannini. “Si tratta di un risultato significativo, frutto di un’intensa attività investigativa e della preziosa collaborazione tra forze dell’ordine, polizia municipale e unità cinofile, a tutela della sicurezza dei cittadini, in particolare dei più giovani. Operazioni come questa dimostrano l’efficacia del lavoro sul territorio e la determinazione dello Stato nel contrastare ogni forma di illegalità. Rivolgo pertanto un ringraziamento sincero a tutti coloro che, con dedizione e coraggio, si impegnano ogni giorno per garantire legalità e sicurezza nelle nostre città”.

