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Agli attivisti per Gaza le prime denunce per il corteo del 22 settembre

Una decina di attivisti e attiviste lucchesi hanno ricevuto verbale di identificazione e di nomina del difensore di fiducia

Una decina di attivisti e attiviste lucchesi hanno ricevuto i verbali dalla Digos per il corteo del 22 settembre. Questa mattina (27 settembre) è stato ricevuto il verbale di identificazione e di nomina del difensore di fiducia per il corteo di lunedì scorso a Lucca in occasione dello sciopero generale.

“Nella giornata di oggi – conferma Rifondazione Comunista – 5 dei nostri militanti sono stati formalmente indagati per il blocco della circolazione e della stazione di Lucca che vi è stato lunedì 22 in concomitanza con lo sciopero generale per la Palestina organizzato dai sindacati di base. A Lucca circa 3000 persone hanno espresso la ferma condanna del genocidio che sta avvenendo in Palestina e la solidarietà con la Global sumud Flottilla. Per il nostro governo è più importante colpire qualche ragazzo o ragazza che impegnarsi nel fermare il massacro del popolo palestinese. Attendiamo gli ulteriori sviluppi della faccenda, ma la nostra voce si alzerà forte contro la repressione”.

“A Lucca – aggiunge Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – non vi sono stati scontri, ma solo una protesta normalissima durante uno sciopero. Siamo di fronte a un esempio di quella criminalizzazione della protesta sociale che il governo Meloni sta portando avanti con il cosiddetto ‘decreto sicurezza’. Un governo complice del genocidio a Gaza non riuscirà a zittire l’indignazione popolare con la repressione. Massima solidarietà alle nostre compagne e ai nostri compagni e a chi in tutto il Paese sta subendo atti simili di intimidazione e repressione”.

“Una manifestazione – dice Potere al Popolo – che ha visto scendere in piazza 3000 persone, una partecipazione senza precedenti nella nostra città, e che spontaneamente e senza alcun gesto violento o danneggiamento, ha attraversato pacificamente le vie della città e, col sostegno della quasi totalità di passanti e automobilisti, anche un tratto di circonvallazione raggiungendo la stazione – dicono da Potere al Popolo. La risposta repressiva alla marea umana che ha invaso le piazze, le stazioni e i porti di tutta Italia non si è fatta attendere e qui a Lucca ha colpito al momento 10 attivisti e attiviste, tra cui la membra dell’esecutivo nazionale di Potere al Popolo Francesca Trasatti, la coordinatrice nazionale Nicoletta Gini e gli attivisti locali Matteo Masini e Andrea Giorgi”.

Tutti gli attivisti e le attiviste hanno già individuato i propri avvocati difensori e stanno organizzando la risposta giuridica e politica “senza farsi intimorire – dicono – ed anzi pronti a rilanciare la mobilitazione dando appuntamento a tutti e a tutte a Roma per la manifestazione nazionale di sabato 4 ottobre”.

“La lotta non si arresta – conclude la nota – siamo e continueremo ad essere l’equipaggio di terra a sostengo della Global Sumud Flotilla e del popolo palestinese”. 

I verbali riguardano in particolare il blocco dei binari della stazione nella parte finale del corteo, situazione punita dalla modifica recente del codice penale anche se effettuata da un corteo a carattere pacifico e umanitario. I reati contestati sono infatti quelli di blocco stradale, corteo non autorizzato, blocco ferroviario. 

“Si vogliono spezzare le lotte e le mobilitazioni – commenta Alternativa Libertaria – con il famigerato decreto sicurezza 1660 del Governo Meloni, ma con la repressione otterranno solo l’effetto contrario ed il rilancio della mobilitazione, a partire da quella del prossimo 4 ottobre a Roma. Intanto esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza a tutte le persone colpite, o che saranno colpite, dalla repressione”.