Rotonda in via Salicchi, cambia il progetto? I residenti attendono informazioni ufficiali
Si parla di una installazione di una rotondina all’altezza del vecchio incrocio con via Salicchi: test nella notte fra il 10 e l’11 settembre
Doveva essere la soluzione definitiva a un problema annoso: la rotonda a doppia goccia progettata dal Comune per liberare via Salicchi dal traffico pesante. Un intervento atteso da anni, avviato lo scorso febbraio con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e fluidificare la viabilità. Ma oggi, a distanza di mesi, tra lavori ancora incompleti e marciapiedi già rifatti, il progetto è finito al centro di dubbi e polemiche.
Una polemica che si è rinfocolata nei giorni scorsi quando alcuni residenti hanno notato con sorpresa – e preoccupazione – il disfacimento di un marciapiede appena realizzato. Un’azione inspiegabile agli occhi dei cittadini, che ha fatto emergere l’ipotesi di un possibile ripensamento sul progetto da parte del Comune. A rafforzare questa sensazione le voci di un possibile cambio dei responsabili del progetto e del cantiere che circolano insistentemente fra i residenti della zona, anche se non c’è alcuna conferma ufficiale del fatto.
Gli abitanti, però, dopo una prima fase di comunicazione continua dello step del cantiere, appaiono preoccupati per l’assenza di comunicazione: “Non ci viene detto nulla, non sappiamo quale sarà il progetto finale – dice un residente della zona nelle vicinanze della rotatoria – Il Comune non si degna di darci risposte, non c’è trasparenza. Perché non hanno aspettato almeno la fine dei lavori del ponte sul Serchio? Noi viviamo qui, chi meglio di noi sa i problemi di questa strada. Vorremmo solo sapere cosa stanno facendo sotto casa nostra“.
A qualcuno, inoltre, sarebbe stato anticipato un cambiamento sostanziale del progetto rispetto all’idea iniziale: una piccola rotonda staccata rispetto alla goccia principale, in direzione del ponte, all’altezza del vecchio incrocio fra via Salicchi, Borgo Giannotti, via Galilei e il Montiscendi. Una sorta di modifica in corso d’opera, che sarebbe pronta ad essere testata tra il 10 e l’11 ottobre: una prova sul campo per verificarne la funzionalità e l’impatto sul traffico.
Sulla questione Nicola Buchignani, assessore ai lavori pubblici, non si sbilanzia: “L’amministrazione sta lavorando sull’intersezione in cui da 40 anni nessuno aveva avuto il coraggio di metterci mano. Lavoriamo con uffici, con i progettisti e con la ditta per far sì che gli interventi siano veloci e vengano realizzati il prima possibile. Il principio che ci muove è un miglioramento della circolazione al completamento della rotatoria in modo che fluidifichi il traffico e dia maggiore sicurezza ai guidatori. Non abbiamo mai chiuso l’incrocio durante il cantiere, lavoriamo con limitazione sulla carreggiata e con la circolazione di mezzi pesanti. Noi contiamo nelle prossime settimane di aprire le altre due corsie, qualsiasi modifica è per far funzionare la rotatoria“.
C’è chi riconosce che la viabilità, almeno per ora, sembra migliorata: “C’è più spazio per passare e i camion non ci sfiorano più come prima”, spiega un altro residente della zona.
Ma il senso di incertezza resta: “Durante i lavori le nostre case tremavano. Hanno dovuto installare sensori per monitorare le vibrazioni, e in alcuni casi abbiamo subito dei danni. I monitor sono lì, ma non abbiamo mai ricevuto report ufficiali su quanto accaduto. Nessuna risposta dal Comune, solo silenzi. Non capiamo se stanno davvero lavorando o solo perdendo tempo e non si può vivere in questo limbo. Fare e disfare marciapiedi nuovi senza spiegare il perché, cambiare i responsabili del progetto senza comunicarlo ai cittadini… (questione questa, come detto, non verificata, ndr) non è un modo serio di amministrare“.
In attesa della prova sperimentale della nuova rotonda e ulteriori comunicazioni ufficiali da parte del Comune, che per ora ha solo confermato la modifica del progetto del marciapiede dopo la conferenza dei servizi con la Provincia di Lucca che interverrà sul ponte di Monte San Quirico, i dubbi restano.
I residenti chiedono a gran voce maggiore trasparenza e coinvolgimento. Dopo mesi di disagi e promesse, ora vogliono risposte chiare e definitive.


