versilia
|“Rapina alla gioielleria con la sua auto, un cancelliere del Tribunale verrà a controllare l’oro in casa”: tentata truffa a Seravezza
Il falso carabiniere questa volta non si limita all’incidente o all’arresto, ma racconta una trama da film. Che non convince la vittima: fermate due persone su un’auto a noleggio
E’ la truffa del falso carabiniere, ma più evoluta, per essere più credibile e sfuggire agli alert degli appelli continui delle forze dell’ordine a non cadere nella truffa. E’ capitata a un cittadino di Fabbiano, frazione di Seravezza nella mattina di ieri 13 novembre. L’episodio, per fortuna, è finito con l’arresto dei truffatori da parte di una pattuglia dei carabinieri di Seravezza, in prossimità del Ponte del Pretale.
La vittima è al computer ad ascoltare musica quando arriva la telefonata di un uomo che si presenta come maresciallo dei carabinieri di Lucca. “Mi informava – racconta l’uomo – di una rapina a una gioielleria lucchese, con tanto di ferito, per mano di alcuni albanesi. Nella rapina risultava coinvolta la mia auto, al che io ho subito spiegato che c’era un errore, fornendo tutti gli elementi sui miei spostamenti”.
L’uomo insiste, cercando di confonderlo almeno quanto di convincerlo, e fornisce targa, data di acquisto e persino i riferimenti all’ultima revisione della sua auto. Elementi che hanno creato una comprensibile agitazione nel pensionato che da una parte veniva tranquillizzato sul fatto che quella telefonata era a sua tutela, dall’altro lato veniva annunciato l’arrivo di un cancelliere del Tribunale di Lucca per una verifica dei preziosi conservati in casa.
Mentre l’interlocutore continuava a trattenere Giorgi al telefono, bloccando al contempo anche il numero di cellulare con una telefonata di un immaginario giudice, ecco arrivare alla porta di casa la fittizia cancelliera, una donna sui 40-50 anni, alta, magra, con lunghi capelli lisci, vestita di nero, con un cappotto dai bottoni dorati e un cappellino. “La donna è entrata in casa e ha voluto vedere se tra i gioielli ci fosse qualcosa sottratto nella gioielleria di Lucca – aggiunge Giorgi – pretendendo di portarli via per una verifica diretta con il negozio derubato. Al che è stata chiarissima la natura di quella visita, ho cacciato immediatamente la donna e ho provato a chiamare le forze dell’ordine ma entrambi i telefoni erano sempre bloccati dal finto maresciallo. Così sono uscito di corsa e ho seguito la donna nel parcheggio del paese, dove stava ad attenderla un complice su una Opel Corsa nera”.
I due si sono allontanati ma hanno continuato a tenere occupato il telefono della vittima, per impedirgli di chiamare i soccorsi, fingendo anche una telefonata della figlia e dei nipoti. Quando è riuscito a contattare i carabinieri, la pattuglia posizionata nei pressi del Ponte del Pretale a Seravezza, ha bloccato l’auto presa a noleggio sulla quale viaggiavano i due malviventi arrivati da Salerno e che, dopo il riconoscimento in caserma e le procedure del caso, li attende un processo per direttissima.


