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Raggiri e minacce per farsi intestare polizze vita o eredità: rinviato a giudizio medico di 44 anni

Dovrà rispondere di reati che vanno da truffa a circonvenzione di incapace. Assolti Monica Andreuccetti e il broker pisano Dario Marcuzzo

C’è una prima sentenza ed è di assoluzione, nella complessa vicenda che vede al centro il medico lucchese Carmine Carraro Pezzullo, accusato di raggiri e minacce per convincere anziani pazienti a sottoscrivere polizze vita in suo favore o a disporre lasciti testamentari.

Nell’udienza di ieri (14 novembre) il gup del tribunale di Lucca Alessandro Trinci ha rinviato a giudizio il dottore di 44 anni e quello che a tutti gli effetti è ritenuto il suo sodale, Gianluca De Vito, suo uomo di fiducia.

L’inchiesta, nata dalla brutale aggressione di un anziano residente in centro storico, riguarda un complesso sistema secondo il quale il medico, difeso dall’avvocato Florenzo Storelli, si sarebbe approfittato di anziani per trarne profitto, in particolare con la nomina a erede nei testamenti o con la stipula di polizze vita.

Nell’ambito dell’udienza preliminare sono stati assolti Monica Andreuccetti, vedova di un medico di cui aveva preso il posto il Carraro, accusata di aver effettuato delle telefonate fingendosi un’altra persona, difesa dall’avvocato Federico Corti e il broker assicurativo pisano Dario Marcuzzo, difeso dagli avvocati Massimo Landi e Lelia Parenti, accusato di circonvenzione di incapace.

Restano quindi in due gli imputati nel processo che prenderà il via a febbraio e in cui Carraro Pezzullo, nel frattempo sospeso dall’Ordine dei medici, e De Vito, sono chiamati a dimostrare la loro innocenza.