La sentenza
|Il defibrillatore smette di funzionare dopo soli 4 anni: paziente risarcito dalla ditta
Condannati in sede civile a rifondere poco più di 8700 euro più le spese i produttori del dispositivo, nessuna responsabilità dei sanitari
Il defibrillatore permanente biventricolare non funziona a dovere e la vicenda finisce al tribunale civile per il risarcimento danni richiesto dal paziente.
In aula sia i produttori del dispositivo sia i sanitari che l’hanno impiantato per capire le eventuali responsabilità. Per dirimere la questione si è fatto ricorso a un perito, che ha depositato la sua relazione in cui si parla di un malfunzionamento dell’elettrocatetere posto sul ventircolo destro, non prevedibile dai sanitari.
Secondo il giudice il fatto che il malfunzionamento si sia verificato dopo meno di quattro anni dall’impianto rappresenta un indice netto di responsabilità della ditta fornitrice, in assenza di una qualunque responsabilità da parte del paziente.
La questione, quindi, si traferisce alla sola quantificazione del danno patito, statuito, fra spese mediche, inabilità temporanea e permanente, danno biologico e danno morale in poco più di 8700 euro. L’azienda produttrice dovrà poi pagare spese processuali per quasi 7mila euro e le spese di perizia per qualcosa di più di 700 euro.
Le spese processuali dell’Azienda Sanitaria, chiamata in causa dal paziente, esclusa ogni responsabilità dei medici che hanno effettuato l’intervento, sono state poste a carico del ricorrente, così come le spese della perizia di parte dell’Asl stessa.


