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Qualità della vita, balzo in avanti della provincia di Lucca nella classifica di Italia Oggi: conquistate 27 posizioni

Migliorata la graduatoria per reddito e ricchezza, sicurezza e turismo. Novantesimo posto su 107 sul fronte della salute

Qualità della vita, è Lucca la provincia italiana che guadagna più posizioni nella classifica stilata da Italia Oggi. 

La provincia si colloca al 31esimo posto, guadagnando 27 posizioni rispetto al precedente rilevamento.

Lo studio si articola in nove dimensioni d’analisi: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, popolazione, reati e sicurezza, reddito e ricchezza, sicurezza sociale, sistema salute, turismo intrattenimento e cultura, che hanno permesso di indagare in maniera approfondita i molteplici aspetti relativi alla qualità della vita a livello locale. Le 107 province italiane sono state classificate in 5 cluster (Mediterraneo, Francigena, Adriatico, Padania, Metropoli), ottenendo così una fotografia più dettagliata delle specificità territoriali. La qualità della vita nel 2025 è risultata buona o accettabile in 60 province su 107. Si tratta di un valore inferiore a quello registrato negli ultimi anni e quindi indicativo di un peggioramento. 

Nel complesso della classifica i miglioramenti più sensibili arrivano nella categoria reddito e ricchezza e reati e sicurezza. Guadagna posizioni anche in affari e lavoro, ambiente e istruzione, dati stabili invece per popolazione, turismo, intrattenimento e cultura. Calo di posizioni, invece, per salute e sicurezza sociale.

Nello specifico per la categoria ambiente si colloca al 34esimo posto su 107 province (+7), in istruzione al 39esimo (+6), in lavoro al 34esimo (+14), in popolazione al 67esimo (+1). Quindicesimo posto per reddito e ricchezza, con un balzo di 43 posizioni e sul fronte opposto 91esimo posto in salute, in calo di una ulteriore posizione.

Guadagno di ben 40 posizioni nella classifica di reati e sicurezza. Infine 15esimo posto su 107 province per il turismo con un guadagno di 25 posizioni.

A livello nazionale Milano conquista nuovamente il primo posto, con ottimi risultati nella dotazione di servizi, reddito, gestione delle infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo, seguita da Bolzano e Bologna.

Rispetto alla classifica dello scorso anno, per Milano e Bolzano si tratta di una conferma, mentre migliora Bologna che sale di una posizione. Due passi indietro, invece, per Monza e della Brianza, mentre si segnala un significativo avanzamento in graduatoria di Rimini e Ascoli Piceno, rispettivamente al 12esimo e 15esimo posto, con oltre venti posizioni guadagnate rispetto al 2024. Ancora in fondo alla classifica Caltanissetta (107esima), preceduta da Crotone (106esima), che scende di cinque posizioni in un anno e Reggio Calabria (105esima), che invece conquista un posto. Da rilevare, in negativo, Foggia, che passa dalla 93esima alla 104esima posizione in classifica, Pordenone dalla nona alla 23esima e Gorizia dalla 26esima alla 52esima.

L’indagine conferma anche per il 2025 la frattura esistente tra il Centro-Nord e l’Italia meridionale e insulare. Nelle regioni del Mezzogiorno, inoltre, restano significative aree di disagio sociale e personale. La qualità della vita nelle province del Nord-Ovest risulta in leggero arretramento (19 province su 25 sono nei due gruppi di testa – qualità buona e accettabile – 2 in meno rispetto alla passata edizione). Una situazione opposta caratterizza il Nord-Est, mentre nell’Italia centrale si registra un lieve miglioramento. Per le province dell’Italia meridionale e insulare, soltanto L’Aquila si classifica nel gruppo 2 (qualità della vita accettabile), contro le due (Pescara e Teramo) censite lo scorso anno.