Le esequie
|Folla ai funerali della commerciante Cinzia Martinelli, commozione all’elogio funebre della figlia
Feretro accolto da applausi alla chiesa di Nave. Don Claudio, ha sottolineato come la bontà di un individuo avvicina le persone
Folla ai funerali di Cinzia Martinelli, la storica commerciante lucchese venuta a mancare lunedì (17 novembre).
La chiesa di San Matteo in Nave era gremita. Oltre 400 persone si sono riunite per dare l’ultimo saluto a Cinzia Martinelli, titolare della storica attività Energy abbigliamento. Familiari, amici, compaesani e semplici conoscenti si sono accalcati sulle panche della chiesa e nel piazzale adiacente. Il feretro è stato accolto da applausi commossi che si sono ripetuti all’ultimo saluto e durante la lettura di un elogio da parte della figlia. Il parroco, don Claudio, ha sottolineato come la bontà di un individuo chiami a raccolta le persone avvicinandole. Un sermone profondamente toccante che ha fatto versare più di una lacrima.
La signora Martinelli aveva espresso il suo desiderio di essere cremata e la famiglia ha esaudito i suoi desideri.
Questo un estratto dell’elogio funebre della figlia: “Non vi dirò di non piangere, perché questo dolore esige di essere vissuto. La perdita di una persona che ha dato così tanto a tutti noi, merita ogni lacrima. Ma sapete, la notte prima di andarsene, quella notte in cui ha perso la sua guerra, il cielo ha pianto tutte le sue lacrime. Ma quando al mattino, finalmente ha trovato la pace, un raggio di sole ha trafitto le nuvole, regalandoci uno spettacolare arcobaleno. Il tuo sorriso era questo. Era luce, era amore. Chi ha avuto l’onore di incontrarti, ha sperimentato quella magia, ma solo noi tre siamo stati tanto fortunati da potercene nutrire a pieno. Ogni abbraccio, ogni sguardo, ogni “sono orgogliosa di te” resteranno scolpiti nei nostri cuori di bambine. Quando mi stringevi respiravo il tuo profumo fino infondo all’anima e quel poco bastava per rendermi conto che non avevo bisogno di altro, se non di una madre come te. Il nostro volto, così simile al tuo, spero che sia di conforto a chi, come noi, ti ha amata e a papà di cui ti sei portata via il sorriso. Tienilo stretto al cuore per un po’, poi ti prego, rendicelo ne abbiamo bisogno. Ci hai insegnato a capirci con gli occhi, a lui ad amare, al mondo a sorridere e forse, dovremmo fare quello che dice Edoardo: alzare gli occhi, cercare la stella più bella e mandarle un bacio, sicuramente ci restituirà il suo sorriso più grande”.


