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Cresce la consapevolezza degli strumenti a disposizione della polizia. Esposto lo striscione della campagna Soroptimist ‘Orange the World’

Sono in aumento gli ammonimenti del questore, i cartellini ‘gialli’ in caso di maltrattamenti nei confronti delle donne, che fanno parte del pacchetto di misure a disposizione della polizia per arginare il perdurante fenomeno della violenza di genere.

Nella giornata internazionale dedicata al tema il questore Edgardo Giobbi, il primo dirigente Virgilio Russo, la dirigente della squadra mobile Rossana di Laura e la presidente del Soroptimist Lucca Laura Checcucci hanno presentato gli strumenti di prevenzione e di repressioni nei casi di violenza contro le donne, a partire dal codice rosso, che si attiva nelle strutture sanitarie in presenza di episodi sospetti.

Un impegno, sostenuto dall’associazione Soroptimist, che si è evidenziato con l’esposizione di un banner all’esterno della questura, di colore arancione e che rappresenta plasticamente l’adesione della polizia alla campagna Orange the world, con il messaggio Keep the signs, che invita a leggere i segni di una violenza incipiente. Resterà esposto fino al 10 dicembre, che è il Soroptimist Day.

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Il questore Giobbi si è detto soddisfatto dell’attività dei suoi uffici e anche degli strumenti messi a disposizione dal legislatore per contrastare la violenza di genere: “Nonostante tutto – commenta Giobbi – il fenomeno non sembra essere in diminuzione, ma onestamente più di così non crediamo di poter fare come forza di polizia”.

La presidente del Soroptimist Club di Lucca, Laura Checcucci, ha sottolineato l’importanza che “in tutta Italia, in questo giorno, si siano colorate di arancione le facciate delle questure, mandando così un messaggio di vicinanza e solidarietà alle donne che subiscono soprusi. E voglio ricordare, con tristezza, le tantissime donne, troppe, che non ce l’hanno fatta”

“La violenza sulle donne – ha ricordato ancora la presidente Checcucci – è una di quelle tematiche per le quali il club Soroptimist è più attivo a livello locale e nazionale. Sanno bene le questura la portata di questo fenomeno. E voglio ringraziare il questore, Edgardo Giobbi, per averci accompagnato anche quest’anno nell’esporre il nostro banner arancione, simbolo della nostra campagna contro la violenza di genere. Questo dimostra l’attenzione sua e della polizia verso questo terribile problema, sempre purtroppo molto attuale. Oltre a Lei il Soroptimist, e tutte le donne ringraziano, gli agenti donne e uomini che quotidianamente ci aiutano e ci fanno sentire più sicuri”.

La presidente ha ricordato inoltre che dal 2021, è attiva nei locali della questura di Lucca, la stanza di ascolto Una stanza tutta per sé, frutto di un protocollo nazionale siglato da Polizia di Stato, Carabinieri e Soroptimist International. La stanza, realizzata come service dal Soroptimist di Lucca, viene utilizzata per l’ascolto di donne che hanno subito violenza. Qui ogni donna può trovare personale preparato ad accoglierla e ad aiutarla in un ambiente protetto.

L’assessora all’istruzione, Simona Testaferrata ha ringraziato la polizia e il Soroptimist per l’impegno che mettono avendo tutti i giorni a che fare con questa situazione. L’assessore ha anche ringraziato la presidente della commissione pari opportunità del Comune di Lucca, Rosella Simoncelli, che quest’anno è riuscita a realizzare un calendario con tutte le associazioni che si occupano di donne.

“Oggi – ha ricordato Virgilio Russo, dirigente della divisione anticrimine della questura di Lucca – è il decimo anno che la polizia presenta la campagna permanente Questo non è amore, proprio per sensibilizzare la cittadinanza sugli strumenti normativi, sui presidi che abbiamo per tutelare le vittime di violenza di genere. La polizia affronta questo odioso fenomeno da un duplice punto di vista, come prevenzione e come repressione. Come prevenzione noi ci occupiamo delle misure di prevenzione del questore, che sono gli ammonimenti per atti persecutori e per violenza domestica. Proprio grazie al fatto che c’è stata una maggiore informazione diffusa tra la cittadinanza (anche oggi c’è un banchetto informativo in piazza San Michele, dove viene distribuita la brochure della campagna, ndr), sono aumentate le istanze che sono in trattazione. Siamo passati, per esempio, dai 31 provvedimenti del 2023 a più del doppio di quest’anno: siamo a fine novembre e sono già 65 più altri quattro in trattazione”.

Nel 2023, la Sezione misure di prevenzione che si occupa anche di violenza di genere (composta da poliziotte che hanno seguito appositi corsi di formazione) ha trattato. come detto 31 istanze di ammonimento, sia per stalking che per violenza domestica; nel 2024 sono salite a 57; nel 2025, ad oggi sono 65 le vittime, per la gran parte di sesso femminile, che si sono rivolte agli uffici specializzati della questura per avere una immediata tutela in casi di violenza di genere.

“La diffusione tra la popolazione di queste informazioni sulla possibilità di denunciare e di tutelarsi immediatamente grazie, appunto, alla sinergia tra le istituzioni – prosegue Russo – ha consentito di abbattere parecchio la cosiddetta cifra oscura. Un tempo, infatti, i reati di genere avevano una elevata cifra oscura o per ignoranza della materia o perché non c’erano presidi normativi sufficienti, ma soprattutto per paura e per timore delle conseguenze e per un fatto anche culturale. Il fatto che se ne parli, si diffonda la cultura della parità di genere e si collabori tra istituzioni ha consentito di abbassare notevolmente questa cifra oscura. Quindi, oggi si denuncia di più, si ricordano di più le misure di prevenzione proprio perché lo Stato c’è e ha strumenti efficaci per aiutare le vittime di violenza”.

“Il legislatore – aggiunge la dirigente Di Laura – ha negli ultimi anni varato una serie di norme che hanno permesso di rendere ancora più forte, più efficace la tutela delle vittime di violenza di genere. Nello specifico, quando si parla di codice rosso, si fa riferimento a una serie di reati, uno fra tutti è reato di maltrattamento in famiglia, ma anche il revenge porn, la violenza sessuale aggravata, reati per i quali è prevista ovviamente una procedura, come il nome stesso suggerisce, immediata, quindi un’accelerazione delle attività investigative al fine di affrontare nell’immediatezza quelle che possono essere quelli che possono essere i fattori di rischio e pertanto che possano poi determinare un’evoluzione a quella che è poi una situazione di violenza domestica. L’ipotesi più grave è quella del femminicidio”·

“Il codice rosso mutua il proprio nome – spiega – dagli aspetti sanitari, proprio per rappresentare una situazione per la quale è necessario intervenire nell’immediatezza e quindi la normativa prevede, per esempio, la necessità di sentire la vittima nei tre giorni, la necessità, quindi, di poter fornire un quadro probatorio necessario per l’autorità giudiziaria affinché poi nei 30 giorni previsti possano quindi valutare la necessità o meno di una misura cautelare. Le misure cautelari che sono state chiaramente introdotte, oltre a quelle tradizionali che già erano specifiche per la violenza domestica, sono l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla parte offesa con la possibilità anche di un monitoraggio attraverso strumenti elettronici, come il braccialetto. L’ufficio che dirigo è l’ufficio che svolge le indagini sui casi di cui parlavo in chiave che però non tralascia mai anche l’aspetto preventivo, perché spesso le denunce attengono magari a quei fatti che possono essere anche le semplici percosse che sono anche quelli i primi segnali di un qualcosa che va affrontato subito, per evitare che poi possano degenerare.”.

Il primo approccio con la vittima avviene proprio nei nostri uffici – prosegue – che hanno anche dei locali dedicati alla ascolto delle vittime proprio per aiutarle a raccontare il proprio vissuto che spesso è un vissuto molto doloroso e quindi sono uffici che vengono strutturati e dove vi sono degli investigatori esperti, dove la vittima è come se si sentisse in una sorta di seconda casa e ha la possibilità di parlare con gli esperti e comprendere quali possono essere i rischi e le evoluzioni della situazione che vive e quali sono gli strumenti che ha a disposizione per poter trovare quindi una alternativa a quel ciclo di violenza che ovviamente va necessariamente interrotto. Quindi la nostra è un’attività sì in chiave repressiva che però non tralascia, non trascura mai gli aspetti di natura preventiva, quindi anche attraverso un’attività sinergica con gli altri uffici della Questura di Lucca, uno fra questi è l’ufficio minori e vittime vulnerabili della divisione anticrimine della questura di Lucca”.

All’interno della campagna questura di Lucca partecipa ai numerosi eventi organizzati per sensibilizzare i cittadini su questo odioso fenomeno, distribuendo materiale informativo a cura di personale specializzato che si occupa quotidianamente di fatti ascrivibili alla violenza di genere, tra cui una pregevole brochure, realizzata dal Servizio centrale anticrimine, con prefazione del ministro dell’interno Matteo Piantedosi e dell’attrice Michelle Hunziker, e che illustra i presidi normativi a tutela delle vittime, tra cui le misure di prevenzione irrogate dal Questore e le indagini a contrasto dei fatto-reato (il nostro paese è considerato all’avanguardia nel contrasto ai reati di genere attraverso il cosiddetto codice rosso), oltre a fatti di cronaca trattati dalla polizia e statistiche di settore. Nella consapevolezza che, oltre al contrasto del fenomeno, è estremamente importante la prevenzione e la diffusione della cultura del rispetto verso le donne.

Oggi (25 novembre) il gazebo informativo è in piazza San Michele con distribuzione della brochure che illustra la campagna permanente Questo non è amore, evento inserito nella iniziativa del comune di Lucca in sinergia con la questura denominata Rompiamo il silenzio per il contrasto alla violenza di genere.

Sabato (29 novembre) alle 21 il desk informativo della Polizia di Stato sarà alla serata all’auditorium di San Romano.

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