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Spot, progetti nelle scuole e nuovi strumenti per le vittime. Il comandante Lastella: “ 250 tra arresti e denunce solo in Provincia. È essenziale denunciare, non aspettare che la situazione degeneri”

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’arma dei carabinieri ha avviato una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e a incoraggiare le vittime a denunciare. La campagna prevede la diffusione di materiale informativo, locandine e video sui canali social istituzionali, oltre a interviste a militari impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto.

Tra i contenuti proposti figura uno spot con l’attrice Cristiana Capotondi, incentrato sui temi del rispetto, dell’ascolto e della legalità, con un richiamo alla necessità di un cambiamento culturale. Parallelamente prosegue il coinvolgimento di scuole e comunità locali, dove in molti Comuni sono stati organizzati incontri informativi rivolti ai giovani, con l’obiettivo di promuovere una visione più consapevole del ruolo e della dignità delle donne.

Carabinieri 25 novembre

Anche quest’anno numerose caserme verranno illuminate di arancione, aderendo alla campagna internazionale Orange the World. Sul sito istituzionale dell’Arma è inoltre disponibile una sezione dedicata al Codice Rosso, che include materiali informativi e il Violenzametro, un test di autovalutazione del livello di violenza subita in un rapporto di coppia.

Violenzametro

Il contrasto alla violenza di genere è da anni una delle priorità dell’Arma, che ha sviluppato progetti specifici sia sul piano operativo sia su quello formativo. Dal 2009 è attiva la Sezione Atti Persecutori, all’interno del Reparto Analisi Criminologiche, con compiti di studio del fenomeno e definizione di strategie aggiornate. Le informazioni rilevanti a livello nazionale vengono analizzate per identificare fattori di rischio e orientare gli interventi.

Dal 2014 è operativa anche la Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere, composta da ufficiali di polizia giudiziaria con formazione specialistica, che supportano i reparti territoriali e mantengono il raccordo con la Sezione Atti Persecutori. La formazione degli operatori viene curata dall’Istituto Superiore di Tecniche Investigative, che dal 2008 prepara il personale alla gestione dei casi più complessi, anche grazie al contributo di reparti altamente qualificati come ROS, RIS e Nuclei investigativi.

Nel quadro della collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la rete partecipa inoltre a seminari dedicati alla psicologia comportamentale, con l’obiettivo di migliorare l’interazione con le vittime, sia nelle situazioni di emergenza sia durante il percorso di denuncia.

Il primo punto di contatto per le vittime resta la Stazione Carabinieri, diffusa capillarmente sul territorio. Tra le iniziative dedicate all’accoglienza rientra il progetto Una stanza tutta per sé, avviato nel 2015 con Soroptimist International d’Italia, grazie al quale sono stati allestiti 211 spazi riservati per l’ascolto protetto, dotati di strumenti tecnologici. Il progetto si ispira alla Sala Lanzarote, realizzata nel 2014 presso la Sezione Atti Persecutori.

L’iniziativa è stata ampliata con la versione portatile, un kit con notebook e microtelecamera per la registrazione audio-video delle denunce, già distribuito in 79 esemplari ai reparti territoriali. Prosegue anche il progetto Mobile Angel, nato nel 2019 in collaborazione con Soroptimist e fondazioni no profit: prevede la consegna alle vittime, previo consenso e in accordo con l’autorità giudiziaria, di uno smartwatch in grado di inviare allarmi e geolocalizzare l’utilizzatore. Il dispositivo è attivo nelle province di Napoli, Milano, Torino, Ivrea e Roma, con 71 apparecchi distribuiti.

I dati più recenti confermano l’intensificazione dell’attività nel perimetro del Codice Rosso. I delitti trattati dall’Arma sono passati da 57.656 nel 2023 a 60.972 nel 2024; nei primi nove mesi del 2025 i casi perseguiti sono stati 40.803. Anche l’azione repressiva ha registrato un incremento: gli arresti sono stati 7.650 nel 2023, 9.484 nel 2024 e 6.673 nei primi nove mesi del 2025.

“Sul territorio di Lucca abbiamo registrato circa 250 persone arrestate o denunciate nell’ultimo anno – dichiara Michele Lastella, comandante provinciale dei Carabinieri di Lucca –, un dato in linea con quello precedente. È probabile che esistano molti altri casi non denunciati. Le situazioni che affrontiamo riguardano fasce d’età e contesti sociali molto diversi; rileviamo una presenza significativa di cittadini stranieri, legata a specifici fattori culturali. Uno dei principali ostacoli che incontriamo è la difficoltà delle vittime a raccontare ciò che hanno subito, spesso a causa di un forte senso di colpa. È fondamentale far capire loro che sono vittime e basta. Anche per questo abbiamo creato il Violenzametro, uno strumento di autoanalisi che aiuta a comprendere in quale stadio di rischio ci si trova. Vogliamo incentivare l’uso degli ammonimenti, che sono atti di tipo amministrativo e possono intervenire in maniera preventiva. Invitiamo chi subisce violenze a denunciare: abbiamo personale femminile specializzato pronto ad affiancare le vittime. Spesso, però, il fattore economico è ciò che trattiene molte donne dal fare il primo passo. Noi seguiamo sia la parte penale sia il percorso di supporto, garantendo la presenza di figure che restano accanto alla donna. È assolutamente importante non aspettare che la situazione degeneri: occorre segnalare, riconoscere di essere vittime e chiedere aiuto. Solo così è possibile favorire e sviluppare una nuova cultura di consapevolezza e prevenzione“.

L’Arma sottolinea infine la difficoltà di intercettare tempestivamente questi reati, spesso denunciati solo dopo un lungo periodo di vessazioni. Per il futuro l’obiettivo dichiarato è consolidare le attività di prevenzione e contrasto, con particolare attenzione ai cosiddetti reati spia, come atti persecutori, maltrattamenti e violenze sessuali, considerati indici precoci di possibili esiti più gravi.