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Continuità assistenziale, difficoltà a Natale. Una utente: “Alla fine ho chiamato il 112”

La segnalazione sulla chiamata per una 83enne che si era aggravata: “Tredici chiamate non sono servite per parlare con qualcuno”

Continuità assistenziale nel giorno di Natale? Ci vuole tanta pazienza e a volte può non bastare. 

Sul tema il racconto di una utente del servizio: “Ieri (25 dicembre, ndr) ho tentato di contattare il numero 116117 al fine di usufruire del servizio di continuità assistenziale, a seguito del peggioramento delle condizioni di salute di una paziente del 1943, paziente allettata affetta da demenza grave, disfagia e fibrillazione atriale. Risultano effettuate: tre chiamate in data 25 dicembre da un numero; dieci chiamate in data 26 dicembre (oggi, ndr) da un altro numero.  In tutte le occasioni, selezionata l’opzione 1 e successivamente l’opzione 1, la chiamata risultava squillante e veniva riprodotto un messaggio automatico, senza che fosse mai possibile parlare con un operatore o un medico nonostante la prolungata attesa”.

“La mancata risposta del servizio ha di fatto impedito l’accesso alla continuità assistenziale e alle cure adeguate – conclude la segnalazione, inviata via Pec all’Asl Toscana Nord Ovest – rendendo necessario, in data 26 dicembre, l’intervento del numero unico di emergenza 112“.