I prezzi
|Capodanno, scattano i rincari: su gasolio, sigarette e pedaggi autostradali
Da oggi (1 gennaio) alcuni dei primi effetti della manovra del governo approvata in extremis nel 2025: gli aumenti previsti
Il risveglio nel 2026 si conferma amaro per le tasche degli italiani. Con lo scoccare della mezzanotte dell’1 gennaio, sono entrati ufficialmente in vigore i rincari previsti dalla manovra finanziaria del governo Meloni, un pacchetto di aumenti che colpisce trasversalmente mobilità, vizi e consumi quotidiani. Dal tabaccaio al distributore, passando per i caselli autostradali, il nuovo anno si apre all’insegna di una ‘stangata’ che, secondo le prime stime delle associazioni dei consumatori come il Codacons, peserà in modo significativo sul budget familiare.
Benzina e diesel: il riallineamento delle accise
La novità più impattante riguarda il settore dei carburanti. Da oggi scatta il tanto discusso riallineamento delle accise: la tassazione sul diesel aumenta di 4,05 centesimi di euro al litro. Considerando l’impatto dell’Iva al 22%, un pieno di gasolio da 50 litri costerà 2,47 euro in più rispetto a ieri. Su base annua, la spesa media per un’autovettura crescerà di circa 60 euro, cifra che sale a oltre 80 euro se si calcolano anche gli incrementi dello scorso maggio. Sul fronte benzina, nonostante una teorica riduzione simmetrica dell’accisa, le previsioni restano pessimiste: i precedenti storici suggeriscono che i ribassi alla pompa per la ‘verde’ tendano a essere minimi o assorbiti dalle dinamiche di mercato, a differenza dei rincari sul diesel che sono invece immediati.
Tabacchi e E-cig: scatta il piano triennale
Brutte notizie anche per i fumatori. Il 2026 segna l’avvio di un piano triennale di adeguamento fiscale che ha già portato, da stamani, a un rincaro medio di 15 centesimi per pacchetto di sigarette. L’obiettivo del governo è raggiungere un aumento di 40 centesimi entro il 2028. Il conto più salato lo paga chi utilizza il tabacco trinciato, con rincari di circa 50 centesimi a busta. Non sono immuni i nuovi dispositivi: i liquidi per le e-cig salgono di 30 centesimi, mentre il tabacco riscaldato subisce un ritocco di 10 centesimi.
Autostrade: fallito il congelamento delle tariffe
Anche viaggiare costa di più. Nonostante il tentativo del ministero delle infrastrutture di congelare i prezzi, le sentenze della Corte Costituzionalehanno reso inevitabile l’aggiornamento dei pedaggi. L’aumento medio è dell’1,5%, allineato all’inflazione. I rincari colpiscono quasi tutta la rete nazionale: da Autostrade per l’Italia alla Milano Serravalle, fino alle tangenziali di Napoli e Milano. La punta massima si registra sulla Salerno-Pompei-Napoli (+1,925%), mentre restano temporaneamente escluse dagli aumenti solo poche tratte come la A24/A25 (Strada dei parchi) e la A10/A12 (Concessioni del Tirreno), ancora protette dal precedente periodo regolatorio.
L’effetto combinato di questi rincari rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione, spingendo verso l’alto i costi di trasporto delle merci che viaggiano su gomma, con possibili ripercussioni a cascata anche sui prezzi dei beni alimentari nei supermercati durante le prime settimane del 2026.

