La decisione
|La nuova terrazza viola la privacy del vicino: e il giudice ordina di demolirla
Sentenza di primo grado dal giudice civile per una lite fra confinanti all’Arancio: “Aggravamento intollerabile della servitù di veduta”
Il diritto alla privacy e alla riservatezza prevale sulle ristrutturazioni, anche quando queste sembrano semplici migliorie estetiche. Lo ha stabilito il tribunale di Lucca che, con una sentenza appena depositata dal giudice unico Giampaolo Fabbrizzi, ha condannato un residente nella zona dell’Arancio, alla demolizione di una terrazza appena realizzata. L’opera, secondo il magistrato, costituisce un “aggravamento intollerabile” della servitù di veduta ai danni della vicina di casa.
La vicenda ha origine nel 2021, quando il proprietario di un immobile confinante aveva trasformato il tetto a spiovente di un vecchio bagno esterno in un’ampia terrazza praticabile, accessibile dal primo piano. Un intervento che, sulla carta, sembrava una legittima ottimizzazione degli spazi, ma che ha immediatamente innescato la battaglia legale della proprietaria del giardino sottostante. La ricorrente, assistita dai propri legali, lamentava come quel nuovo affaccio diretto e laterale avesse di fatto leso la sua riservatezza, proiettando lo sguardo degli estranei nel cuore della sua proprietà.
In aula, la difesa del proprietario ha tentato di minimizzare l’impatto dell’opera, sostenendo che l’affaccio fosse già possibile attraverso tre finestre preesistenti. Secondo questa tesi, la terrazza non avrebbe aggiunto nulla di nuovo rispetto a quanto già avveniva prima. Per schermare ulteriormente la visuale, erano state installate fioriere e ringhiere, sostenendo che tali elementi rendessero “faticoso” guardare di sotto.
Tuttavia, le risultanze della consulenza tecnica d’ufficio e i sopralluoghi hanno smentito questa ricostruzione. Il giudice ha evidenziato come una terrazza sia strutturalmente diversa da una finestra: mentre quest’ultima permette un affaccio limitato e occasionale, la terrazza consente a “una moltitudine di persone” di stazionare per tempo prolungato, soprattutto in estate, creando una pressione psicologica e un disturbo costante per chi vive nel fondo servente. Non solo: la perizia ha accertato che il nuovo manufatto sporgeva fisicamente sulla proprietà della vicina per ben 23 centimetri tra solaio e canale di gronda, violando i confini millimetrici della colonna d’aria.
Le fioriere, descritte dalla difesa come un ostacolo visivo, sono state giudicate dal tribunale come “agevolmente amovibili” e troppo basse per impedire la prospectio sul giardino.
“L’innovazione realizzata – si legge nella sentenza – aggrava la condizione del fondo servente”. Per questo motivo, il giudice ha ordinato la riduzione in pristino, ovvero la demolizione della terrazza e il ripristino del vecchio tetto a spiovente. Oltre alla sconfitta edilizia, il proprietario dovrà farsi carico di una pesante condanna alle spese di lite, liquidate in oltre 5900 euro tra compensi professionali ed esborsi.


