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Torna a casa e trova l’ex paziente psichiatrico ad attenderla: solidarietà dalla Fp Cgil alla professionista sanitaria

La segretaria Paola Freschi: “Serve un grande coraggio per denunciare. Servono reti di protezione immediate e fondi per la salute mentale”

Dalla Fp Cgil solidarietà alla professionista che ha raccontato a Lucca in Diretta la sua disavventura con un ex paziente psichiatrico.

Torna a casa e trova alla porta l’ex paziente psichiatrico: la testimonianza di una professionista sanitaria

“La professionista – dice la segretaria Paola Freschi – ha avuto il coraggio di rendere pubblica una situazione di forte esposizione e vulnerabilità legata al lavoro nella salute mentale, ed è a disposizione per offrire a lei, ma anche ad eventuali altri lavoratori che avessere sperimentato esperienze analoghe, un supporto tramite le proprie strutture territoriali e le delegate e i delegati sul luogo di lavoro”.

“Quanto accaduto non è un fatto isolato, ma un sintomo di un sistema in grave sofferenza – dice la Fp Cgil – Il sindacato denuncia la violenza contro gli operatori sanitari, specialmente in sanità mentale, psichiatria e nei servizi per i più fragili, evidenziando migliaia di aggressioni (verbali e fisiche) annue, spesso verso donne. Episodi legati a carenza di personale, disservizi e conseguenti frustrazioni, per cui la Fp Cgil chiede misure urgenti, come l’aumento del personale e la formazione per la gestione dei conflitti, con l’obiettivo di tutelare chi si prende cura di altri. Il diritto alla sicurezza è un diritto inviolabile e alla base della società civile. Dietro ai servizi ci sono persone, donne e uomini, donne sole. Le parole della professionista sono parole di solitudine sussurrata. Una solitudine che non possiamo non denunciare e trasformare in grido di allarme. Trauma, paura, trappola, solitudine, sono parole con un peso ancora più grande quando a pronunciarle sono le donne che curano. E allora ritorna la domanda, chi cura chi cura?”.

“Oggi in Italia oltre una persona su sei presenta un disagio psicologico significativo – prosegue Freschi – mentre i servizi di salute mentale restano cronicamente sottofinanziati. La legge di bilancio 2025–2026 non prevede investimenti strutturali adeguati sulla salute mentale pubblica, né risorse specifiche per la tutela psicologica e la sicurezza di chi lavora nei servizi sanitari e sociosanitari. Denunciamo quindi con forza una scelta politica che continua a trattare la salute mentale come un tema residuale, affidato alla buona volontà dei singoli operatori e operatrici. Senza investimenti, senza assunzioni, senza tutela, il rischio viene scaricato interamente su chi lavora. A pagare il prezzo più alto sono le donne della sanità, che rappresentano la maggioranza del personale nei servizi di cura e che risultano più esposte a stress, burnout, aggressioni e sovraccarico emotivo. I dati parlano chiaro: oltre il 30 per cento delle operatrici sanitarie manifesta sintomi di ansia o depressione, in un contesto di carenza di personale, turni insostenibili e assenza di spazi di supporto psicologico”.

“La Fp Cgil Lucca chiede quindi con urgenza – è la conclusione – l’istituzione di reti di protezione immediate, finanziamenti dedicati e vincolati alla salute mentale nella prossima manovra economica; assunzioni stabili nei servizi territoriali e ospedalieri; dispositivi di tutela, supervisione e supporto psicologico per le lavoratrici e i lavoratori della sanità; il riconoscimento della salute mentale come priorità di sanità pubblica e di sicurezza sul lavoro. La salute mentale non può restare fuori dalla legge di bilancio. Ignorarla significa mettere a rischio chi cura e chi viene curato”.