La sentenza
|Due crolli di alberi nel giardino privato della villa: Comune condannato al risarcimento
La sentenza del tribunale di Lucca ha dato ragione a una coppia di proprietari residenti sul viale Apua: no al danno non patrimoniale
Il viale Apua di Pietrasanta, celebre per la sua storica e scenografica alberatura, finisce al centro di una sentenza del tribunale di Lucca che accende i riflettori sulla manutenzione del verde pubblico. La giudice Anna Martelli ha condannato il Comune di Pietrasanta a risarcire un cittadino, proprietario di una villa adiacente al viale, per i gravi danni causati dalla caduta di alberi e rami all’interno della sua proprietà.
Due sinistri in due anni
La vicenda giudiziaria prende le mosse da due episodi distinti. Il primo risale al luglio 2020, quando un grosso ramo si schiantò sulla recinzione di confine. Il secondo, decisamente più drammatico, è avvenuto il 29 giugno 2022: un intero albero di tiglio (contrassegnato dal numero 31) ha subito un cedimento totale alla base, crollando rovinosamente nel giardino della villa proprio mentre la moglie e la figlia del proprietario stavano uscendo in auto, riuscendo a evitare l’impatto solo grazie a una manovra repentina.
I monitoraggi
Nella sentenza, il tribunale ha inquadrato il caso come responsabilità da cosa in custodia (articolo 2051 del codice cigile). Gli atti di causa hanno rivelato che il Comune sarebbe stato a conoscenza delle precarie condizioni del tiglio numero 31 da oltre quindici anni. Già nel 2006, infatti, l’apparato radicale e il fusto venivano classificati come ‘mediocri’ situazione precipitata nel 2015 quando lo stato del colletto dell’albero era stato definito ‘grave’. Nonostante questi segnali, l’amministrazione non avrebbe proceduto, emerge in sentenzam, all’abbattimento o a interventi risolutivi prima del crollo.
Il risarcimento: accolti i danni materiali, respinto il danno non patrimoniale
Il Comune è stato condannato a pagare complessivamente oltre 30mila euro. La cifra comprende circa 15mila euro per i danni causati dal crollo del 2022 (cancello, recinzione, illuminazione e piante ornamentali), 6300 euro per il sinistro del 2020 e oltre 9mila euro tra spese legali stragiudiziali, mediazioni e consulenze tecniche.
Tuttavia, la giudice ha respinto le richieste più onerose avanzate dalla coppia di proprietari. È stata negata la richiesta di risarcimento per il lucro cessante legato alla presunta svalutazione della villa (secondo il proprietario, lo sradicamento delle piante avrebbe deturpato il contesto estetico), così come il risarcimento per il danno non patrimoniale. L’attore aveva infatti lamentato uno stato d’ansia cronico che aveva colpito la sua famiglia dopo lo scampato pericolo, ma il tribunale ha ritenuto tali danni non sufficientemente provati.


