La sentenza
|Si schianta contro il tir fermo in carreggiata sullo stradone di Camigliano: risarcito per metà
Secondo la giudice del tribunale di Lucca avrebbe potuto e dovuto avvedersi dell’ostacolo: è concorso di colpa al 50 per cento
Una collisione violentissima tra due mezzi pesanti, avvenuta nel cuore della notte lungo lo Stradone di Camigliano, si chiude nelle aule di giustizia con un verdetto salomonico: responsabilità divisa esattamente a metà tra chi sostava in modo irregolare e chi, pur procedendo nel buio, non ha saputo evitare l’ostacolo.
La sentenza, pronunciata dalla giudice Anna Martelli del tribunale di Lucca, mette fine a una complessa controversia legale nata da un sinistro avvenuto alle 4,15 del mattino del 18 gennaio 2021.
La dinamica del sinistro, inizialmente oggetto di versioni contrastanti, è stata chiarita grazie ai rilievi dei carabinieri e alla testimonianza chiave di un automobilista di passaggio. Un autoarticolato Mercedes si trovava fermo in sosta sulla corsia di marcia in attesa dell’apertura di una ditta locale. Il mezzo, secondo quanto accertato, era completamente spento e privo di luci di posizione, in un tratto stradale dove l’illuminazione pubblica era del tutto insufficiente.
Per i militari intervenuti, la visibilità era talmente ridotta da rendere necessario l’uso del flash dei cellulari e del faro dei vigili del fuoco per scattare le fotografie del sinistro. “Ho visto un’ombra grande al buio e ho sfanalato più volte prima di riuscire a sorpassarlo”, ha confermato un testimone che era transitato poco prima dell’impatto.
Nonostante la palese violazione del codice della strada da parte del conducente del Mercedes — che non avrebbe dovuto sostare al centro della carreggiata e senza segnalazioni luminose — la giudice ha stabilito che la colpa non è esclusiva.
Secondo la sentenza, il conducente dell’Iveco (il mezzo che ha urtato quello in sosta) avrebbe potuto e dovuto avvedersi della sagoma, dotata di bande catarifrangenti posteriori, se avesse mantenuto una velocità adeguata e un’attenzione maggiore. L’entità dei danni riportati dal mezzo urtante — stimati in oltre 67mila euro — ha suggerito al tribunale che l’autocarro viaggiasse a una velocità eccessiva per le condizioni di scarsa illuminazione della strada.
Il tribunale ha quindi applicato il principio del concorso di colpa al 50 per cento. Alla società proprietaria dell’autocarro danneggiato è stato riconosciuto un risarcimento di 33550 euro (esattamente la metà dei 67100 euro richiesti per le riparazioni), mentre al conducente ferito sono stati assegnati 2mila euro per le lesioni subite.
È stata invece rigettata la richiesta per il cosiddetto fermo tecnico (il danno per l’indisponibilità del mezzo durante le riparazioni), poiché la parte attrice non ha fornito prove concrete delle perdite economiche subite o delle spese per un veicolo sostitutivo. I convenuti, tra cui la compagnia assicuratrice, sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese legali, liquidate in oltre 8mila euro.


