L'aggressione
|Giornalista lucchese aggredita durante il corteo pro Askatasuna: il sindaco la riceve in Comune
La cronista pensa al gesto deliberato per una sua precedente inchiesta. Pardini: “Sicurezza e libertà di informazione due pilastri”
Botte, calci, minacce e il furto delle attrezzature, per poi ritrovarle completamente distrutte e con la cancellazione del girato.Ferma condanna per l’aggressione subita dalla troupe della Rai e della giornalista di Far West, Bianca Leonardi e del suo cameramen, durante la manifestazione a Torino dopo lo sgombero del centro sociale Askatatsuna.
Stamani (5 febbraio) la giornalista, nata a Lucca, è stata ricevuta dal sindaco Mario Pardini, che le ha portato la sua solidarietà e quella di tutta l’amministrazione per la terribile aggressione. Nell’occasione la giornalista Bianca Leonardi ha raccontato la terribile esperienza vissuta: “Il mio operatore era dietro di me con la normale telecamera per le riprese, io ero davanti con un’altra telecamera portatile – spiega -. Sono arrivati da dietro di noi delle persone vestite in nero e con il volto coperto, non volevano che riprendessi, quindi hanno iniziato con le spinte poi mi hanno rubato questa piccola telecamera e a quel punto sono iniziate le aggressioni fisiche a schiaffi e calci. Tanto che è intervenuto il mio operatore e anche lui a sua volta è stato aggredito. Hanno aperto i nostri zaini, ci è stato distrutto il microfono e ci hanno rubato la telecamera. Abbiamo cercato di allontanarci continuando a seguire il corteo, ma loro ci hanno inseguiti e ce li trovavamo davanti ogni 10 secondi. Erano persone completamente incappucciate, completamente irriconoscibili, con passamontagna e caschi, erano circa in 15″.
In quei momenti le forze dell’ordine non erano ancora intervenute, secondo il racconto della giornalista, perché il corteo stava rispettando l’itinerario stabilito dalla Questura.
“Certo piano piano le cose stavano cambiando – prosegue nel racconto la Leonardi – Iniziavano a scaldarsi un po’ gli animi e alcuni iniziavano a mettersi maschere antigas e iniziavano ad arrivare i primi lacrimogeni e i primi fumogeni. All’inizio però il corteo era pacifico e tranquillo con musica e balli come ogni altra manifestazione”.
Nel racconto di Bianca Leonardi però si intuisce che l’aggressione potrebbe essere stato un gesto premeditato e deliberato da parte di chi aveva seguito una sua inchiesta precedente su Askatatsuna.
“Sono quasi certa di questo fatto – sottolinea la giornalista del programma Far West -, perché altre troupe presenti non sono state aggredite. Noi con Far West a fine novembre-inizio dicembre, avevamo realizzato un’inchiesta prima che sgomberassero il centro sociale Askatatsuna. Siamo riusciti ad entrare e documentare che gli attivisti vivevano ancora lì dentro, in un edificio senza agibilità che non poteva essere utilizzato. Questo ci fa pensare che fosse una aggressione deliberata, c’erano infatti anche altri giornalisti che non sono stati aggrediti. Addirittura il mio cameramen con una telecamera molto grande, è stato ignorato da questi nel mentre gli passavano accanto per assaltare me, che avevo solo una piccola telecamera in mano. Questa cosa ci fa capire che Askatatsuna è una rete molto organizzata e non possiamo accettare che la libera informazione sia bloccata dalla violenza. Noi stavamo facendo solamente il nostro lavoro”.
“Tengo assolutamente a ringraziare il sindaco Mario Pardini e tutta l’amministrazione – conclude -, perché questa è la mia città, quindi tornare qua è sempre una gioia incredibile, ma soprattutto ho iniziato qua a fare questo lavoro quando avevo 17 anni e continuo a pensare che sia il lavoro più bello del mondo”.
Parole di solidarietà anche da parte del sindaco Mario Pardini: “Oggi vogliamo portare la solidarietà alla nostra concittadina, Bianca Leonardi, proprio perché ha rappresentato quello che deve essere fondamentale e un pilastro della nostra democrazia, la libertà di informazione e stessa cosa, ovviamente vale per un altro pilastro, la sicurezza. La sicurezza di poter esprimere qualunque idea, perché tutte le idee sono libere, comunque la si pensi. Ma se viene messa in discussione la libertà di informazione e la sicurezza di non poter fare e esprimere le proprie idee, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona, quindi anche noi, come amministrazione, ci tenevamo a portare la solidarietà a Bianca, in questo caso anche da parte di tutta la stampa .proprio per poter liberamente esercitare il proprio ruolo. Ho già portato la mia solidarietà anche al poliziotto aggredito, sicuramente quello che è successo ha fatto vedere una pagina veramente buia della nostra democrazia. Le parole del presidente Meloni lo ricordano, non bisogna assolutamente arretrare, proprio per permettere che l’Italia rimanga e sia sempre un paese democratico. E secondo me non deve essere mai lasciato quel sottinteso, non prendendo le distanze da certe cose”.

