Il lutto collettivo
|Mazzi di fiori e un palloncino rosso: cittadini in pellegrinaggio alla casa della famiglia Kola
Nel pomeriggio è iniziato un lento via vai in omaggio delle quattro vittime del dramma occorso in via Galgani nella notte
Il silenzio irreale che avvolge la villa di Rughi è rotto soltanto dal sommesso viavai di chi, con gli occhi lucidi e il passo pesante, ha deciso di non lasciare sola la famiglia Kola nel momento del distacco più atroce. Davanti all’abitazione di Porcari, dove la vita di Arti, Jonida, Hajdar e della piccola Xhesika è stata spezzata dal killer silenzioso, è iniziato spontaneamente un mesto pellegrinaggio. Sull’asfalto, a pochi passi dai sigilli che delimitano l’area della tragedia, sono comparsi i primi mazzi di fiori, testimonianza muta di un dolore che ha colpito l’intera Piana di Lucca. Tra le corolle colorate spicca un palloncino rosso a forma di cuore, un gesto di tenerezza rivolto soprattutto ai due ragazzi, le cui giovani vite sono state portate via in una notte che doveva essere come tante altre.
Insieme ai giornalisti che presidiano la zona in attesa di aggiornamenti dalle indagini, si fermano in preghiera abitanti della frazione, semplici conoscenti e molti esponenti della comunità albanese, profondamente scossa dalla perdita di una famiglia che a Porcari aveva trovato casa e integrazione. È un omaggio composto, fatto di sguardi bassi e pochi commenti, in una cittadina che si scopre improvvisamente più fragile. La tragedia della famiglia Kola, sterminata mentre si apprestava a cenare, ha riaperto ferite antiche e mai dimenticate, trasformando quel marciapiede in un altare della memoria collettiva dove ogni fiore deposto grida il bisogno di risposte e la vicinanza a chi, da un giorno all’altro, ha perso tutto.


