La sentenza
|La pena applicata per la continuazione del reato era corretta: confermati 9 anni e 6 mesi al pusher
La Cassazione ha messo il punto finale alla vicenda giudiziaria di un 52enne di origine tunisina che risale addirittura al 2007
La Corte di Cassazione ha messo il punto finale alla vicenda giudiziaria di un 52enne di origine tunisina, confermando la condanna a nove anni e sei mesi di reclusione per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.
I giudici di piazza Cavour hanno respinto il ricorso presentato dalla difesa dell’uomo, convalidando il calcolo della pena rideterminato dal tribunale di Lucca in sede di esecuzione. La questione ruotava attorno al riconoscimento della continuazione tra due diversi gruppi di reati: quelli giudicati nel 2007 (relativi a fatti avvenuti a Lucca nel gennaio di quell’anno) e quelli più gravi oggetto di una successiva sentenza del 2014.
Il cuore della contesa legale riguardava l’entità degli aumenti di pena applicati dal Giudice dell’esecuzione di Lucca dopo un precedente annullamento con rinvio. La difesa di Mzoughi aveva contestato l’aumento di un anno e sei mesi per i vecchi episodi del 2007, ritenendolo sproporzionato rispetto alla gravità dei fatti e al trattamento riservato ai reati più recenti. Tuttavia, la Quinta Sezione Penale della Cassazione ha ritenuto inattaccabile il ragionamento dei magistrati lucchesi. Il Tribunale aveva infatti motivato l’incremento sanzionatorio sottolineando la rilevante quantità di droga, la non occasionalità della condotta e l’esistenza di una vera e propria piazza di spaccio organizzata dall’imputato.
Per i giudici della Suprema Corte, la motivazione fornita a Lucca non presenta crepe argomentative: la pena complessiva di quasi dieci anni e la multa di 51500 euro sono state giudicate congrue e proporzionate al profilo criminale emerso dalle indagini.
Con il rigetto del ricorso, Mzoughi è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali, chiudendo definitivamente un iter giudiziario durato quasi vent’anni.


