Logo
DDL Bongiorno, presidio in Piazza Napoleone per difendere il consenso

Domenica (15 febbraio) la mobilitazione promossa dal centro antiviolenza Luna di Lucca contro le modifiche alla legge sulla violenza sessuale

Questa domenica (15 febbraio), dalle 10,30 alle 12, piazza Napoleone sarà il punto di ritrovo per una mobilitazione contro il Ddl Bongiorno e le modifiche previste in materia di consenso. Un presidio aperto a tutte e tutti, nato dall’esigenza di informare, confrontarsi e far sentire con forza una voce collettiva su un tema che riguarda diritti, tutele e libertà fondamentali.

Il DDL Bongiorno è un disegno di legge in discussione in Parlamento che riguarda la riforma della normativa italiana sulla violenza sessuale (articolo 609-bis del codice penale). Il provvedimento — presentato dalla senatrice Giulia Bongiorno — propone modifiche alla definizione giuridica del reato, con un forte focus su come debba essere valutata la partecipazione di una persona a un atto sessuale. Originariamente la riforma era improntata sull’idea che senza il consenso libero e attualedi una persona qualsiasi rapporto sessuale si configura come violenza, come già prevede la legge internazionale e alcune interpretazioni giurisprudenziali. La proposta di riforma mira a rimuovere e sostituire il termine consenso con il concetto di volontà contraria/dissenso all’atto sessuale: la norma punisce chi compie atti sessuali contro la volontà dell’altra persona, valutando la situazione e il contesto in cui il fatto è avvenuto.

Il presidio è stato annunciato dal Centro antiviolenza Luna di Lucca, che sottolinea l’importanza della partecipazione: la presenza di ognuna e ognuno è fondamentale per dare un segnale chiaro e visibile. L’obiettivo è richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, ribadendo la centralità del consenso e la necessità di garantire strumenti adeguati di tutela.

La mobilitazione sarà anche un momento simbolico e partecipato: l’invito è a portare con sé qualcosa di rumoroso – fischietti, tamburi, pentole, campanacci – per rendere la mobilitazione ancora più incisiva. “È il momento di farci sentire forte e chiaro”, affermano le organizzatrici e gli organizzatori.