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Ponte di Sant’Ansano chiuso, l’appello da Ponte a Moriano: “Serve più impegno istituzionale”

Dalle assemblee dei residenti emergono criticità su viabilità e servizi e la richiesta di un percorso condiviso tra cittadini, Comune, Provincia e Regione

La chiusura del ponte di Sant’Ansano continua a creare disagi a Ponte a Moriano. A segnalare il problema è un cittadino che ha partecipato alle due assemblee autoconvocate dagli abitanti della frazione, nate per confrontarsi sulle criticità della zona.

“Il dibattito venuto fuori dalle assemblee è stato interessante per molti aspetti perché c’è stata in tutti una seria consapevolezza di quanta difficoltà è nata nella zona dopo la mancanza di unità delle borgate locali. Il realismo che c’è stato in molti per le difficoltà che ci saranno per arrivare di nuovo ad utilizzare pienamente il ponte ha sollecitato alcune riflessioni”.

Nel suo intervento, il cittadino riconosce le difficoltà economiche degli enti locali ma invita le amministrazioni a non rimanere ferme: “Se è vero che gli enti locali sono in difficoltà per le note carenze di finanziamenti nel bilancio dello Stato, per il debito pubblico, non è pensabile che le nostre amministrazioni locali debbano stare in attesa di eventi con rassegnazione, senza fare opera di partecipazione democratica”.

Da qui la richiesta di una presenza più incisiva delle istituzioni: “Per questo sollecito la presenza istituzionale, in particolare per eventi di questo tipo, come Comune, insieme alla Provincia e alla Regione Toscana, per superare le difficoltà ulteriori oggi in corso a Ponte a Moriano”.

Tra le criticità evidenziate non solo la chiusura del ponte, ma anche problemi strutturali già esistenti: “Altre difficoltà sono presenti da tempo come il traffico e il suo scarso controllo giornaliero che genera, come sappiamo dai dati ufficiali sanitari, problemi alla salute e difficoltà di movimento, ma anche per i nuovi parcheggi necessari per dare una migliore capacità di sosta, senza danneggiare lo scorrimento controllato che va meglio organizzato”.

“I rumori che attualmente fanno le componenti economiche e sociali locali – continua il residente -, a me pare diventeranno sempre più in grado di contare, quando capiranno che se c’è continuo scarso impegno istituzionale si costruiranno le condizioni, per non far rinascere un paese spaccato, dove gli abitanti non si sentiranno più parte di una realtà unita, che storicamente si è creata con tutti i servizi pubblici e privati, ma parte di una periferia muta e dimenticata. I risultati storici ottenuti per nostra città, sono stati figli di una partecipazione attiva di molti cittadini che nel tempo hanno dato la propria attenzione e disponibilità nell’essere presenti nelle istituzione locali. Questa va di nuovo riattivata, in tutte le periferie della città, dove le soluzioni future che hanno bisogno di tempo per superare gli ostacoli di ordine culturale, economico e qualche volta egoistico, vanno create con consenso attivo. Rinascere un paese spaccato, dove gli abitanti non si sentiranno più parte di una realtà unita, ma parte di una periferia muta e dimenticata”.

Infine, l’invito a ricostruire una partecipazione attiva tra cittadini e istituzioni: “È tempo di ricostruire una nuova coscienza dei luoghi, attraverso una partecipazione ampia come raccordo tra società civile e pubbliche amministrazioni”. Tra le proposte anche l’utilizzo del Teatro di Ponte a Moriano, una volta terminati i lavori, come polo culturale del territorio.

Garantire a tutti, con modalità e gradi diversi, di essere coinvolti nei vari processi decisionali può rendere efficace il rapporto istituzioni – popolazione, al fine di creare le condizioni per un comune miglioramento della qualità di vita. La nostra storia come lucchesi ci dimostra che è un bene comune che si può ottenere” – conclude il cittadino.