Logo
Tre interventi chirurgici dopo la frattura al gomito, la paziente chiede il risarcimento danni

Un consulto a Careggi evidenzia la necessità di una protesi totale e la donna si rivolge al tribunale civile: le conclusioni dei periti

A parlare, per ora, è una perizia del tribunale, che non avuto ancora il vaglio da parte di un giudice. Ma la vicenda approderà nelle aule del tribunale civile per quello che viene considerato come un episodio di malasanità. 

Un calvario durato anni, costellato da tre interventi chirurgici falliti. È la storia di una donna di 58 anni di Massarosa che, dopo una caduta avvenuta nell’ottobre 2021, si è ritrovata tra le corsie dell’ospedale Versilia, finendo per subire danni permanenti che oggi pesano ulla sua vita quotidiana.

Tutto ha inizio con una frattura al gomito destro. La paziente si affida ai medici dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, ma quello che doveva essere un normale percorso di guarigione si trasforma in una sequenza di problemi. Dopo il primo intervento di riduzione della frattura con placca e viti, i dolori diventano atroci: le lastre rivelano che le viti sono fuoriuscite dalla loro sede. Un secondo intervento a gennaio 2022 e un terzo a febbraio dello stesso anno si rivelano, secondo le perizie, del tutto inidonei fra distacco continuo dei supporti metallici e il braccio della donna che resta immobile e dolorante.

La donna a quel punto si rivolge all’ospedale di Careggi a Firenze. Lì i medici tentano il possibile, ma il verdetto è amaro:  l’unica soluzione definitiva resta l’inserimento di una protesi totale del gomito. Davanti a questo scenario, la 68nne decide di chiedere giustizia e si affida all’avvocato Nicola Barsotti, esperto in responsabilità medica.

La battaglia si sposta così nelle aule del tribunale di Lucca. Per garantire la massima imparzialità ed evitare conflitti d’interesse con la sanità locale, la giudice Anna Martelli affida la perizia a due medici legali dell’Emilia Romagna. Le conclusioni dei periti d’ufficio parlano di errori nell’intervento: dalla mancata stabilizzazione della frattura. all’uso di placche meccanicamente insufficienti.

Sul tema, però, l’Asl Toscana Nord Ovest non ha ancora inteso procedere al risarcimento spontaneo e l’avvocato Barsotti ha dato il via a una causa civile per ottenere una cifra richiesta di 100mila euro, comprensiva di danni biologici e spese legali. A questo punto, dunque, sarà una sentenza a decidere che, fra la struttura sanitaria e la donna operata avrà ragione e il quantum dell’eventiuale risarcimento.