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Controllo domiciliare, un cittadino contesta il verbale dell’Inps: “Ero a casa, nessuno ha suonato”

Il medico segnala l’assenza al datore di lavoro, ma l’interessato sostiene di avere registrazioni a supporto e minaccia le vie legali

“Un verbale di visita fiscale che parla di assenza dal domicilio, una versione dei fatti diametralmente opposta e nessuna risposta ritenuta soddisfacente da parte dell’Inps”. È quanto segnala un cittadino che contesta l’esito di un controllo domiciliare effettuato durante un periodo di malattia.

Nel verbale redatto dal medico incaricato (esterno all’istituto di previdenza), l’esito del controllo domiciliare riporta la dicitura accesso non ha risposto nessuno all’indirizzo, con l’indicazione dell’impossibilità di lasciare l’invito a visita medica di controllo ambulatoriale. Il controllo sarebbe stato effettuato alle 10,02 di ieri (16 febbraio). Sempre secondo quanto indicato sul documento, in caso di prima assenza ingiustificata potrebbe essere trattenuta l’intera indennità fino a dieci giorni a partire dall’inizio dell’evento.Una ricostruzione, quella dell’assenza, che l’interessato smentisce con decisione: “Ero regolarmente in casa, nessuno ha suonato al citofono”.

A supporto della propria versione, il cittadino riferisce di essere in possesso di registrazioni delle telecamere esterne all’abitazione, attive sull’intero arco temporale indicato nel verbale. Secondo quanto dichiarato, dai filmati non risulterebbero né il passaggio del medico né tentativi di contatto al citofono.

“Dopo aver ricevuto l’esito della visita fiscale – continua -, sono andato agli uffici dell’Inps per chiedere spiegazioni. Non ho ottenuto risposte, sono stato mandato da un ufficio all’altro e mi hanno detto avrei dovuto parlare con l’amministrazione. In pratica, nessuno si è assunto la responsabilità della situazione“.

Il cittadino ipotizza che l’episodio non sia un caso isolato: “Secondo me c’è qualcosa sotto, vogliono trovare il modo di mandarmi via”, afferma, collegando la vicenda a precedenti tensioni sul luogo di lavoro. In passato, infatti, era stato licenziato dalla stessa azienda dopo un contrasto con il caposquadra. La vertenza si è poi conclusa davanti al giudice del lavoro con un accordo che ha portato alla sua riassunzione.

Situazioni simili riguardano anche altri lavoratori – aggiunge -. Così si crea un clima di paura e tensione: c’è chi va a lavorare anche malato pur di evitare problemi con la mutua. In un anno di lavoro ho fatto appena nove giorni di mutua. Non è possibile che un medico dichiari il falso”.

Il cittadino riferisce infine di non escludere un’azione legale, qualora la situazione non dovesse risolversi: “Se non verrà fatta chiarezza, andrò per vie legali. Ho le prove”, dichiara, facendo riferimento alle registrazioni video in suo possesso.

Al momento, le circostanze restano quelle riferite dal diretto interessato, che deciderà, probabilmente anche sulla base dei provvedimenti che deciderà di prendere il datore di lavoro, i prossimi passi da compiere.