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Antraccoli, l’Arpat dopo le analisi indaga sulle cause dell’acqua dall’odore di gas

L’agenzia indaga sui meccanismi di contaminazione, nonché sulle eventuali responsabilità, per orientare messa in sicurezza e bonifica

Antraccoli, l’Arpat dopo le analisi indaga sulle cause dell’acqua dall’odore di gas ad Antraccoli. 

A seguito di una segnalazione pervenuta a fine novembre dal Comune di Lucca, relativa alla presenza di odori definiti dai cittadini come ‘sulfurei’ nell’acqua di alcuni pozzi privati, infatti, Arpat aveva avviato un’attività straordinaria di indagine ambientale finalizzata a individuare natura, cause ed estensione del fenomeno.

L’Agenzia ha effettuato una serie di campionamenti delle acque di falda e approfondimenti analitici, in collaborazione con i laboratori Arpato di Livorno e Siena. Le analisi hanno consentito di attribuire l’origine dell’odore alla presenza di tetraidrotiofene, composto solforato comunemente utilizzato per l’odorizzazione del gas metano. Per individuare la sostanza è stato necessario sviluppare uno specifico metodo analitico, messo a punto da Arpat, poiché il contaminante non rientra tra quelli previsti dalla normativa vigente sulle acque sotterranee.

A metà febbraio 2026 i risultati delle indagini sono stati trasmessi al Comune di Lucca e alla Asl competente, che hanno adottato i provvedimenti di propria competenza, tra cui l’ordinanza di divieto di utilizzo delle acque dei pozzi interessati e l’attivazione del rifornimento idrico tramite autobotti.

Arpat prosegue attualmente le indagini per accertare le cause e i possibili meccanismi di contaminazione, nonché eventuali responsabilità, al fine di orientare le successive azioni di messa in sicurezza e bonifica.

L’Agenzia partecipa inoltre al tavolo tecnico istituito dal Comune di Lucca, insieme ad Asl, Geal e Gesam e rappresentanti dei cittadini, per il monitoraggio continuo della situazione e la definizione delle misure necessarie alla gestione dell’emergenza la cui prima riunione si è svolta nella mattinata di venerdì.